Cellulari rubati e Dna: ecco le piste per trovarli

MilanoAdesso bisogna solo capire chi sono i quattro slavi autori della violenza sessuale di Sesto San Giovanni: se si tratta di cani sciolti o se c’è qualcuno che li protegge in qualche campo rom. Nel primo caso la cattura dei responsabili della violenza sessuale di venerdì sera diventerebbe un po’ più difficile per gli investigatori. E anche nel secondo caso la vicenda non sarebbe di facile soluzione: nel giugno 2005 quando in via Chopin, periferia sud della città, tre romeni abusarono di una ragazza, dopo averla trascinata giù dall’auto sulla quale si era appartata con il suo fidanzato, la polizia dovette mettere a ferro e fuoco i campi rom della città fino a quando, in qualche modo, anche minacciando direttamente chi di dovere, i responsabili dello stupro non vennero quasi consegnati o, comunque, fatti rintracciare. Del resto gli slavi per bene presenti in Italia, anche gli stessi residenti dei campi rom regolari, sono tutti d’accordo su un punto: che autori di stupri o reati simili appartenenti alla loro etnia non possono che danneggiare fortemente l’immagine degli abitanti dell’area balcanica e di chi arriva da lì, fomentando atteggiamenti xenofobi in noi italiani.
Adesso, però, la polizia può contare anche sulla leggerezza di questi quattro «animali». Che oltre a massacrare di botte il ragazzo e ad abusare in gruppo della sua fidanzata, si sono improvvisati anche rapinatori. E oltre ad aver sottratto alla coppia oggetti d’oro e le chiavi della loro Renault Clio, hanno portato via i loro telefoni cellulari. In qualche modo i telefonini lasciano sempre delle tracce, soprattutto se vengono accesi o anche semplicemente ceduti/rivenduti a qualcuno. Inoltre è stato recuperato anche il Dna degli aggressori.
Tuttavia gli investigatori della squadra mobile non stanno trascurando alcun elemento. Stanno infatti controllando tutte le baracche della zona di Sesto San Giovanni dov’è accaduto il fatto - proprio al confine con il comune di Milano, a due passi dalla tangenziale nord e l’area del villaggio Falck - perché la sensazione di molti residenti è che i quattro abitassero da un po’ di tempo da quelle parti. Attorno alla via dove la coppia è stata assalita, infatti, ci sono ancora numerose baracche e aree dismesse che vengono usate da clandestini e sbandati.
È vero che, subito dopo il fatto, il sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini (Pd) ha escluso categoricamente che la gente che vive in quelle baracche possa essere in qualche modo responsabile dell’aggressione alla coppia e della violenza alla giovane perché, a suo dire, «un anno fa la zona è stata sgomberata e non ci sono più occupazione abusive». Purtroppo, però, i fatti lo contraddicono: i quattro slavi avevano trovato rifugio proprio in un capannone industriale dismesso. Ed è da lì che, venerdì notte, sono usciti e hanno teso l’agguato alla giovane coppia.