Il Celtic alla giapponese sogna il colpo

Tre partite e tre vittorie: parte da qui la sfida del Celtic che martedì sera incontra il Milan negli ottavi di Champions League. Al Parkhead in questa stagione europea gli scozzesi hanno sempre vinto, superando avversari anche di prestigio come Manchester United e Benfica. Vittime illustri, che oggi aiutano a credere nell'impresa. Già affrontare i rossoneri nella fase ad eliminazione diretta è motivo di orgoglio per la squadra di Gordon Strachan. Immaginare di approdare ai quarti, collezionando l'ennesima vittima blasonata, inebria la metà bianco-verde di Glasgow, che attende solo la matematica certezza per festeggiare il 41° titolo nazionale. Dopo 28 giornate il Celtic comanda con 19 punti di vantaggio sulla seconda, i Rangers: 22 vittorie (e una sola sconfitta) a dimostrazione di un predominio mai in discussione. Una marcia irresistibile che ha annichilito il campionato.
Sabato il successo in casa dell'Aberdeen maturato nei primi 20'. Con la testa alla gara contro il Milan, che quest'anno vale un “Old Firm” contro i Rangers. Protagonista assoluto della vittoria di Aberdeen una vecchia conoscenza del calcio italiano, Shunsuke Nakamura. Un gol e un assist per l'ex Reggina, leader del centrocampo scozzese. «Siamo pronti per il Milan - le parole del nazionale giapponese -. L'importante è dare tutto, questa squadra ha la forza per giocarsela contro qualsiasi avversario, e il pubblico ci può dare una grande mano». I dubbi di Strachan sono rivolti al reparto offensivo, dove Vennegoor of Hesselink, Beattie e Miller non sono al meglio. Ma più che sulla sua squadra il tecnico scozzese preferisce concentrarsi sui prossimi avversari. «Leggi i nomi dei giocatori del Milan e ti chiedi: come possiamo fermarli? - il commento di Strachan -. Sono forti fisicamente ma soprattutto hanno un'enorme esperienza a questi livelli. Se trasportassero qui a Glasgow tutti i trofei che hanno vinto, avrebbero bisogno di un altro aereo. Ma il calcio è imprevedibile, e in due partite, in due stadi differenti, può succedere tutto. Partiamo sfavoriti, e non possiamo neppure sperare che il nostro incredibile pubblico intimidisca il Milan. Hanno giocato ovunque, e non si faranno intimorire. Ma è la nostra partita, e vogliamo giocarcela fino in fondo».