Celticmania, c’è anche un’Italia che tifa in kilt

da Milano

Tifano Celtic. Sono italiani. E sono ottimisti. Lo conferma il sondaggio proposto da "Memocelts", il loro blog. «Passeremo il turno contro il Milan?». L'ottanta per cento vota sì. E adesso non resta che soffrire per i bianchi e verdi di Glasgow. Qualche innamorato sugli spalti del Meazza, sperando di mescolarsi ai cinquemila in arrivo dalla Scozia. Gli altri in un bar, davanti a una Guinness. O a casa, con una pizza. Tifano Celtic. Ma sono italiani.
Tra i Celtic-maniaci di casa nostra c'è anche un milanista, che spera in un gol del Diavolo, «sapendo che un pezzo del mio cuore soffrirà». La magia delle "Hoops", le casacche a strisce orizzontali, attraversa del resto tutto il parlamento del calcio. «La sera dell'andata», racconta Harry McCrory, irlandese trapiantato a Roma, manager del pub che ospita "The Italian Bhoys", il Celtic club del nostro Paese, «una quarantina di italiani hanno sostenuto qui da noi i ragazzi di Strachan. Chi sono? Juventini, laziali, molti romanisti».
Il Celtic è stato fondato nel 1887 da padre Walfrid, un prete cattolico irlandese. Voleva raccogliere fondi, radunare i suoi connazionali, assisterli. Poi fece storia e vittime la rivalità con i dirimpettai dei Rangers, di fede protestante. Ma oltre il mare c'è Belfast, dove proprio oggi si vota per l'Assemblea dell'Irlanda del Nord, deserta dal 2002 perché deputati cattolici e protestanti non volevano collaborare. Non stupisce allora che il Celtic conti in tutta l'Irlanda ottanta fans club. Più che in Scozia. Il calcio come identità, tradizione, radici.
«Da noi è diverso», spiega Max Troiani, romano, curatore di Memocelts e, in passato, fra gli autori di un foglio che radunava una sessantina di supporter italiani. «Ci si innamora del Celtic perché ci si innamora del calcio britannico e dei suoi riti: acquistare il programma prima del match, scambiare gadget, fare amicizia davanti a una birra. Un altro mondo». E infatti su internet naviga una comunità di italiani delusi dal nostro pallone, devoti al calcio d'Oltremanica e alle sue squadre, pure di nicchia, come il Southampton o l'Hibernian. Ma la passione bianco-verde nasce anche dall'amore per la Scozia o per i miti celtici. O dal ricordo di una miniatura del Subbuteo con la maglia a strisce. Maglia scelta pure da una squadra amatoriale, il Farafulla di Pontremoli, che si è guadagnata un servizio sulla rivista ufficiale del Celtic. Sul sito del Farafulla campeggia il quadrifoglio. Sotto c'è la foto di Zidane che abbatte Materazzi. Come on, Celtic. Ma sono italiani.