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Pierluigi Bonora

da Milano

Il messaggio simbolico lanciato ai dipendenti e alla città è chiaro: la luce in fondo al tunnel non è più un miraggio. Il fatto che la Fiat abbia deciso di partecipare all’iniziativa «Schegge di luce», mettendo a disposizione la facciata di Mirafiori sulla quale è stato accesso ieri uno spettacolare gioco di colori, la dice lunga sullo stato d’animo del top management del gruppo. È il forte segnale di fiducia che Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne, presenti alla cerimonia, hanno voluto dare a Torino e allo staff dei collaboratori.
«Una scelta - dice una fonte vicina al Lingotto - che solo un anno fa sarebbe stata azzardata». Invece, proprio nell’ultimo fine settimana davanti a investitori e analisti di New York, l’amministratore delegato della Fiat ha confermato per l’ennesima volta che gli obiettivi finanziari stabiliti saranno raggiunti. Concetto che i vertici della Fiat hanno ripetuto ieri anche durante l’incontro pre-natalizio con i dirigenti. «A loro - ha detto Montezemolo - ho spiegato che dobbiamo continuare così con grande passione, impegno, determinazione sapendo che c’è ancora molto da fare e che nella vita è sempre importante guardare avanti, però ogni tanto anche vedere da dove si era partiti». «La Fiat ha girato l’angolo, ha superato il momento di grande crisi, ma c’è ancora molto da lavorare», ha aggiunto Marchionne. E sugli accordi industriali appena siglati, l’ad ha ricordato che con gli indiani di Tata «a fine anno si comincerà a lavorare sulle vetture, quindi si partirà con il resto».
Sulle vendite della Punto, Marchionne ha detto «che vanno bene» anche «se i risultati si vedranno ai primi di febbraio». Alla comunità finanziaria Usa, il top manager aveva mostrato una slide in cui si nota come il 50% delle richieste dell’utilitaria riguardino le motorizzazioni Diesel e le versioni più complete, quelle che assicurano i margini migliori. Lo stesso vale per la Croma (la domanda è orientata per il 60% sulla versione Multijet da 150 cavalli), mentre il 14% delle Panda vendute sono a trazione integrale. Auto a parte, dalle parole di Marchionne agli investitori è parso chiaro che la sfida più importante del momento rimane quella di dare ancora più forza alla ristrutturazione di Cnh. I margini operativi della divisione, previsti per il 2005 al 6-6,5% dal 4,2% del 2004, sono attesi tra due anni al 10%. Le parole di Marchionne hanno colpito nel segno e il titolo Cnh si è subito risvegliato. A Milano, invece, dopo un avvio che lasciava ben sperare, l’azione Fiat ha chiuso in terreno negativo (meno 0,63% a 7,59 euro).
Intanto, mentre la Consob continua a passare al setaccio l’operazione finanziaria che ha permesso all’Ifil di mantenere il controllo della Fiat anche dopo l’ingresso delle banche nell’azionariato, nelle prossime settimane la holding degli Agnelli sarà sotto i riflettori anche per un altro motivo. Domani il cda di Alpitour formalizzerà la nomina a presidente di Daniel John Winteler e nei prossimi giorni si conoscerà il nome del nuovo amministratore delegato dell’Ifil, un manager che Gianluigi Gabetti dovrebbe chiamare dall’esterno. Entro gennaio, infine, John Elkann avrà un ruolo di primo piano all’interno di Ifi o Ifil.