Cena di Arcore: sì alla pace, ma Cè resta sospeso

Sabrina Cottone

«Il clima si è rasserenato, Bossi ha confermato la propria fiducia a Formigoni e al governo regionale». Lo ha detto Maria Stella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia, al termine della cena ad Arcore alla quale hanno partecipato, oltre a Berlusconi, anche Umberto Bossi, i ministri Calderoli e Maroni e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. «Ci auguriamo - ha detto Gelmini - che la questione sia risolta. Il presidente Berlusconi ha dato la propria disponibilità per ripristinare il clima che ha contraddistinto questi dieci anni di governo di Formigoni». Intanto l’assessore Cè resta «sospeso». Alla domanda se il governatore della Lombardia ridarà la delega alla sanità all’assessore, Gelmini ha replicato: «Per le deleghe vediamo nei prossimi giorni ma mi sembra che siamo già ad un buon punto». Pochi istanti prima che Maria Stella Gelmini lasciasse Villa San Martino di Arcore era uscito anche Roberto Formigoni che, però, non ha fatto alcuna dichiarazione.
È la cena della pace quindi? Forse della tregua. Un vertice che riporta un po’ di sereno al Pirellone dopo la sospensione dell’assessore Cè che aveva accusato il governatore di «seguire logiche di potere e non di servizio ai cittadini».
E così ecco la cena di Arcore le cui conclusioni saranno all’ordine del giorno del consiglio federale della Lega, già convocato per lunedì prossimo. Spiega Gelmini: «La sospensione delle deleghe di un assessore, che tra l’altro ha competenze molto importanti come quello alla Sanità, non può non essere considerato un fatto politico significativo e non una crisi ferragostana». La situazione però, secondo la coordinatrice di Forza Italia in Lombardia sembra recuperabile: «Ritengo, e in questo senso sono ottimista, che le tensioni di questi giorni possano rientrare al più presto». Così come al primo posto c’è la preoccupazione per la reazione che questa violenta polemica può causare nella base della Casa delle Libertà: «Gli elettori che ho avuto modo di incontrare in questi giorni sinceramente non capiscono le ragioni dello scontro e anzi non lo gradiscono affatto».
Formigoni è deciso a ottenere almeno una ritrattazione e la maggioranza si è schierata al suo fianco. Anche perché il governatore è stato preso di mira più volte dagli attacchi del quotidiano leghista, La Padania, e ritiene inaccettabile (non diversamente da An e dall’Udc) la politica del Carroccio, che si comporta da opposizione alla giunta della quale fa parte. Così l’Udc, in piena sintonia con Formigoni, ha fatto sapere che non ritiene urgente un vertice con la Lega per discutere future scelte della giunta: prima è necessario un passo indietro da parte del Carroccio sulla vicenda Cè e non solo. Domenico Zambetti, membro della direzione nazionale dell’Udc e assessore all’Ambiente in Regione, è d’accordo che ci sia un incontro tra i coordinatori regionali e i capi delegazione della Cdl, ma è chiaro che non si tratta di una priorità. «Non ci sono motivi particolari per incontri frettolosi - sostiene Zambetti -. Memore del proverbio che la gatta frettolosa partorì i micini ciechi, bisogna dare la possibilità soprattutto alla Lega di riflettere con calma, con i tempi necessari per una presa di posizione chiara e definitiva in modo da riprendere insieme un cammino istituzionale condiviso, senza ulteriori ed intermittenti strappi». E anche An invita i leghisti a riflettere. Parla Cristiana Muscardini, coordinatrice regionale del partito: «Spero che la Lega e tutte le forze di maggioranza vorranno individuare nel vertice un momento di crescita politica per la coalizione con una migliore definizione di competenze e ruoli».