Cena benefica per il Kosovo e il Kenia

Musica dei Mosquito band e lotteria gestita dai Turbolenti (Colorado Cafè)

Andrea Indini

Ballare per il Kenya e il Kosovo. Divertirsi per far star bene qualcun altro. Un serata fuori dal comune quella di ieri al Karma: un charity dinner in favore della «Wamba-Athena onlus».
La serata, che ha visto un tutto-esaurito, è stata animata dal sound del Dj Soulful e dalla musica dal vivo dei Mosquito Band. C’è stata, poi, una lotteria benefica gestita - direttamente dal «Colorado Cafè Live» - dai Turbolenti: il primo premio, una Fiat Passat «consegnata» direttamente da Lapo Elkan. Solo alla cena hanno presenziato circa 1200 persone. Poi, hanno aperto le porte alla serata in discoteca e l’affluenza è cresciuta. «Non è bello parlare di cifre - spiega Aldo Spagnoli, uno dei quattro soci fondatori della onlus -, mi sembra più opportuno far sapere che, nel nostro primo anno di vita, siamo riusciti a devolvere il 96% dei proventi e, ieri sera, circa l’80%». Un successo a pieno titolo, insomma.
La missione di «Wamba-Athena onlus» è il finanziamento di due progetti in altrettante zone calde del pianeta, finite troppo presto nel dimenticatoio, il nord del Kenya e il Kosovo. Destinatari dei profittii raccolti durante la serata sono il reparto pediatrico del Wamba Catholic Hospital, che si trova nella regione del Maralal al confine tra Kenya e Somalia, e il progetto «Handikos», un’associazione di disabili del Kosovo. Quest’ultima cerca di offrire a ciascun assistito autonomia economica e visite mediche domiciliari e, nei dodici centri di riabilitazione presenti sul territorio, si batte per creare in loco una legge che tuteli i disabili.
Il ricavato sarà, quindi, destinato al sostentamento del primo stadio del progetto «Handikos», che prevede un investimento annuo di 250mila euro per cinque anni. «Abbiamo deciso di sostenere questo progetto - continua Spagnoli - perchè, in tutto il Kosovo, l’Handikos è l’unico centro per disabili esistente. Ed è privato. Ma i proprietari, una società finlandese, lo vogliono liquidare. Senza il nostro aiuto, tutto andrebbe in fumo».