La cena prima degli esami Così il Pdl si prepara a nascere

Si avvicina il primo giorno di scuola e la classe non vede l'ora di cominciare. Varazze stiamo arrivando. Ultima lezione prima degli Stati generali liguri che, il 12 e 13 dicembre, porteranno alla costituzione del Popolo delle libertà. L'occasione di scambiarsi gli auguri di Natale in una cornice vacanziera (il ristorante «La Marina») al «maestro» Pierluigi Vinai è servita soprattutto per un ultimo ripasso insieme ai suoi «studenti». «A Varazze non sceglieremo uomini, e non parleremo di quote di rappresentanza o di liste di candidati alle prossime elezioni - tiene a sottolineare il coordinatore per Forza Italia della commissione Carta dei valori - ma porremo le basi del nuovo soggetto politico nella nostra Regione, affrontando tutti i temi che ci vedranno impegnati nei prossimi anni». Otto i gruppi di lavoro previsti nei due giorni ponentini che saranno chiusi dal ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola: infrastrutture e mobilità, ambiente, accoglienza e turismo, welfare, sanità, cultura e istruzione, sviluppo, carta dei valori. E l'altra sera alla Marina hanno preso la parola un po' tutti quelli nel prossimo fine settimana metteranno nero su bianco il lavoro svolto finora. Fabrizio Moro (infrastrutture, mobilità e logistica) e Matteo Rosso (sanità) hanno illustrato i lavori delle loro commissioni, mentre Gianluca Fois, presidente del comitato esecutivo di Genova dei circoli della Libertà ha evidenziato come la Liguria, prima ancora di altre regioni, avesse bisogno di «sintesi e aggregazione e di un obiettivo culturale - politico comune».
Il coordinatore provinciale di Forza Italia Giovanni Boitano, reduce dalla trasferta romana insieme ai coordinatori provinciali e regionali di An e Fi, ha ricordato gli appuntamenti del 14 e del 21 dicembre: «Per radicare maggiormente la nostra presenza sulla piazza, terremo dei gazebo coi quali verrà comunicato quello che sta facendo il governo. Nella stessa occasione verranno nominati i delegati nazionali per il congresso fondativo del Pdl, previsto a metà marzo». Giandomenico Barci ha portato il saluto di Sandro Biasotti, trattenuto altrove da impegni istituzionali: «La costruzione di un partito così importante ha bisogno dell'apporto di tutti e noi ci saremo», la promessa del coordinatore provinciale della lista Biasotti. Gianfranco Gadolla, presidente provinciale di Alleanza nazionale, è sembrato già calato nella parte della nuova creatura politica: «Ognuno di noi si è accorto che si respira un'aria diversa da prima. Provenendo tutti da storie diverse, dobbiamo comportarci come se fossimo sempre stati uomini e donne del Popolo delle libertà».
Nutrita la rappresentanza parlamentare: Roberto Cassinelli, coordinatore cittadino di Forza Italia, prodigo di elogi per l'amico Pierluigi Vinai («Una delle poche persone che ha sempre seguito il partito con spirito di dedizione e sacrificio»), Gabriella Mondello, punta di diamante della commissione sulla Carta dei valori e Michele Scandroglio, coordinatore regionale di Fi, nonché uomo dei (grandi) numeri: «Cinquecento persone che si sono iscritte agli Stati generali di Varazze versando ciascuno una quota di 100 euro rappresentano un segnale forte per un partito che sta nascendo. Un ottimo inizio di una strada difficile». Entusiasmo anche nelle parole di Pasquale Ottonello, presidente del municipio Medio-Levante e membro della commissione Carta dei valori: «Fare parte di questo gruppo di lavoro mi ha ridato quegli stimoli che in Forza Italia ultimamente mi erano venuti un po' a mancare».
E l'altra sera alla Marina si sono rivisti anche due «vecchi amici» del vicepresidente della Fondazuione Carige: Pino Casale, l'ex coordinatore cittadino di Forza Italia, inserito nella commissione cultura, istruzione, ricerca («Ammetto di essere un po' geloso di Vinai visto che io non sono mai riuscito a mettere insieme più di un deputato alla volta. Ma erano altri tempi, mi fa piacere che siamo cresciuti…») e Renata Oliveri, acclamatissima dalla platea, sebbene - come dice lei con la solita immodestia - «io abbia fatto molto poco per gli Stati generali della Liguria». Ma sta facendo molto a Roma presso l'Istituto per la promozione industriale. Dopo una tiratina d'orecchie al senatore Enrico Musso, assente giustificato perché in Israele, («spero che l'aria di quella terra contribuisca a renderlo più saggio»), il padrone di casa ha ricordato ai suoi ospiti che «quello che porta alla nascita del più grande partito italiano, associato al più grande partito europeo, non può e non deve essere un processo forzato». Ma piuttosto il frutto di un percorso condiviso «in cui per la prima volta si parlerà dei valori in cui crediamo e ai quali intendiamo ispirare ogni nostra futura azione».