La cena di Malesani e la giornalista porta fortuna

Il vero dopo-partita, ricco di entusiasmo e di sorrisi per aver battuto quella Roma (made in Spagna), si è svolto attorno a tavole sontuosamente imbandite, in un «pub» di raro fascino («Il Ponte» di via Pisa) dove piatti prelibati, favolose «tagliate», splendide «costate» sono esplose fra i tifosi impazziti.
Tavolo a due: Marco Nappi e Mario Bortolazzi (tecnici provetti, dicevano: «Genoa generoso, ma fortunato»), non mancava elegantissimo Sebino Nela, diventato cronista televisivo di lusso, un po’ amareggiato per la sua Roma, ma contento in fondo perché un pizzico di cuore lo ha lasciato anche sotto la Lanterna. Il «play boy» Roby Gerini pontificava e lodava Alberto Malesani: e sul far della mezzanotte, eccolo il mister arrivare, scapigliato ma felice, con l’amministratore Alessandro Zarbano puntando sul solito tavolo là in fondo, lontano da sguardi indiscreti. Qualche applauso, qualche mormorio (un giovane cronista che lo aveva massacrato, ha cercato di nascondersi dentro una tovaglia...), lui è passato davanti al tavolo dei giornalisti e degli ex genoani senza nemmeno salutare. Dritto verso una pizza (o una spaghettata alla... matriciana?), foulard al collo, come si addice ad un vero dittatore, almeno per una sera. Sebino Nela era ospite dell’imprenditore Giovanni Olcese (di questi tempi spesso sulle pagine dei quotidiani) e del suo fido Tonino, grande e lunga esperienza nell’ambiente rossoblù. Diceva Sebino: «Penso che la Roma sappia giocare a calcio, andrà lontano... è bene dare fiducia al tecnico».
Davanti a vinelli d’annata c’era anche l’urologo principe Marco Di Pierro che finalmente aveva visto gli «attributi» dei giocatori rossoblù venire alla ribalta.
Insomma una serata iniziata sotto le stelle e con ricorsi storici sempre favorevoli (la Roma da anni perde puntualmente a Marassi), oltre a certe scaramanzie utili: ad esempio, allo stadio c’era una splendida creatura di nome Michela Rabino, giornalista e voce di lusso della più diffusa radio ligure (molto chic, con minigonna strappa-sguardi, coppoletta bianca pregiata, da passerella insomma) che veniva per la prima volta in tribuna stampa e vedeva la sua squadra vincere. Un portafortuna al femminile davvero glamour. Forse di più della bisteccona consumata voracemente da Malesani.