A cena da «Nico & Tina» per togliersi un brutto vizio

MILANO, 26 ottobre 2009. Da qualche anno nei ristoranti fumare è proibito. Ma a Milano i tabagisti gourmet hanno trovato il loro locale di riferimento. Con una differenza, rispetto al passato: il tabacco non viene più fumato, bensì mangiato. Da «Nico & Tina», in via Capestranesoli, il menù comprende soltanto piatti preparati con le foglie tanto avversate dai salutisti.
L’originale idea è venuta a Nicola Betiteghetè e alla sua compagna Tina Enughesson. «Anche noi - dicono i due - siamo ex fumatori. Abbiamo smesso l’anno scorso, senza ricorrere ai cerotti o ad altri sistemi strani, ma semplicemente mangiando tabacco. Se con noi ha funzionato, ci siamo detti, perché non proporre agli altri la nostra soluzione? Così è nato il locale».
Ma che cosa si mangia, da «Nico & Tina»? Si va dagli antipasti come le polpette di Virginia in agrodolce o le acciughe con purea di Latakia ai dolci come la mousse di trinciato forte o la crostata Balkan. Passando per le pennette saltate alla Maigret, il pollo in guazzetto di toscano alla Soldati, la frittura di cicche Bogart o la ribollita Cavendish. «La nostra clientela abituale - spiega Nico, che per dedicarsi alla sua nuova attività di cuoco ha lasciato lo studio notarile del padre - è composta soprattutto da professionisti e studenti. I prezzi? Un pranzo completo, bevande escluse, non supera i 50 euro». E, dopo il caffè, niente sigaretta.