Cena sotto le stelle tra piante di bambù e viti americane

Mappa dei ristoranti con giardino: dal locale con barbecue e laghetto al dehor nella cappella dei Trivulzio

Francesca L. Caetani

La bella stagione è ideale per cenare all’aperto tra alberi, freschi dehors e location storiche che fanno sempre tendenza. «La richieste di spazi all’aperto sono in crescita, soprattutto dopo la legge sul fumo - spiega Alfredo Zini, presidente dei ristoratori di Milano -, hanno superato quota 200 nell’ultimo anno, si moltiplicano in centro, ricco di grandi marciapiedi, ma anche in periferia, ad esempio Lambrate e Zara». Per giardino, precisa, si intende che sono presenti le piante, magari anche secolari, il dehor invece spesso si affaccia sul cemento o su monumenti. A giugno c’è stata una flessione del 6-7% sulle cene a causa dei Mondiali, la gente usciva dopo le partite».
Tra i luoghi storici per cenare in giardino o all’aperto, ci sono il Ribot di via Cremosano 41, Quattro Mori in via San Giovanni sul Muro 2, La Pobbia in via Gallarate 92, l’Osteria dell’Oste Scuro in via Archimede 12, i Tre Pini in via Tullio Morgagni 19. Da Berti in via Algarotti 20 c’è uno spazio verde da 300 coperti con piante secolari, alte siepi, vite americana, prati, siepi, una vera oasi di pace. Frequentato dal jet set milanese, è un luogo incantato, dove Treccani e Veronesi amavano dipingere e dove si gusta la carne grigliata su un grande barbecue sempre allo stesso motto: «Una manera noeuva de mangià all’antigaa», cioè un modo nuovo di mangiare all’antica. A La Trattoria dei calciatori a Basiglio (via Roma 2) atmosfera di campagna, con sala quadrangolare foderata da una boiserie di perlinato, si gustano risotti, tortelli di magro, controfiletto e cotolette, galletto e stinco. Lo Shambala di via Ripamonti 337, aperto tutti i giorni, presta grande cura ai dettagli: è un’ex cascina trasformata in «locanda asiatica» con grandi alberi, specializzata in cucina vietnamita e tailandese; all’esterno c’è il tipico tetto balinese Alang-Alang, con giardino estivo, avvolto da fitto fogliame, piante di bambù, noccioli, salici contorti, canapa, corde. Innocenti Evasioni in via privata della Bindellina è ispirato alla famosa canzone di Lucio Battisti. Ha preso il posto di una vecchia trattoria con il gioco delle bocce. Giardino orientale, aceri rossi un piccolo lago, propone una cucina ispirata alla tradizione italiana, con qualche guizzo creativo. Giannino in via Vittor Pisani 6 ha riaperto i battenti in un’altra via, grazie al difensore del Milan Kakhaber Kaladze e all’egiziano Joseph Ghapios, promotori, qui, di un locale dove si mangia, ci si diverte, ci si incontra per fare nuove conoscenze. Nel giardino, pavimento anni ’60, tettoia in vimini, si vedono cenare famiglie, personaggi tv, popolo della moda, atleti di basket. L’Hostaria Borromei di via Borromei 4 ha un giardino a metà tra il patio e il cortile, dove sembra di vivere le ambientazioni tipiche dei quadri di Manet, tra piatti delle varie regioni italiane, delizie di dessert come le ciliegie cotte nel vino rosso con gelato alla vaniglia o la sbrisolona con mandorle croccanti. Don Lisander di via Manzoni 12/A di storico ha anche il nome: era il modo in cui i milanesi chiamavano affettuosamente Alessandro Manzoni. All’interno dell’ex cappella del palazzo del ‘600 dei Trivulzio, ha un giardino coperto da una struttura che consente di cenare all’aperto anche se piove, con cucina classica regionale, olio extra vergine frutto di attente ricerche, passata di pomodoro preparata da un parente pugliese del proprietario, 4 cuochi che lavorano, da anni, in armonia, forse uno dei segreti del successo del locale. Al Garghet di via Selvanesco 36, ex convento, gendarmeria nel ‘600, fornace, balera, è appena fuori la porta sud di Milano e propone piatti di tradizione lombarda, ma arricchiti da influenze austriache, francesi e spagnole, in un giardino rustico ma accogliente, con gerani e gelsomino, glicine in fiore, ligustrum. Cavallini in via Mauro Macchi 2 ha un giardino simile al patio di un’antica casa romana, con cucina tradizionale.
La Trattoria Toscana di corso di Porta Ticinese è più locale serale, come Il Volo di Beatrice D’Este angolo, tra le antiche mura spagnole del ‘600. Nello spazio davanti al Colonnato di San Lorenzo, poi, per l’Exploit di via Pioppette atmosfera coloniale, mostra permanente di quadri e opere d’arte e cena tra musica lounge.