Cenerentola Clijsters trionfa per guarire dall’amore

La belga conquista gli Us Open per dimenticare gli infortuni e la storia con Hewitt finita male. E la nostra Pennetta perde in finale nel doppio

Kim Clijsters, l’antidiva, la cenerentola del tennis, ha vinto gli Us Open aggiungendo ai suoi 27 titoli il primo di un Grande Slam. La giocatrice che adora Bon Jovi, che d’inverno ama sciare e d’estate sdraiarsi sulla sabbia, ha incassato il più alto premio mai messo in palio nel tennis: 2 milioni e 200mila dollari. Per la stessa vittoria Billie Jean King, 38 anni fa, ricevette una coppa. Il suo non è stato un percorso facile. Nei quarti ha battuto Venus Williams, che era in vantaggio di un set e 4-1. In semifinale ha vinto al terzo con Maria Sharapova. Poi ha concluso con una passeggiata contro Mary Pierce. Poco più di un’ora di gioco per due piccoli set (6-3, 6-1). Ciò che voglio sottolineare sono le angosce e i sacrifici che si nascondono dietro la vittoria. Gli appassionati di tennis ricordano che lo scorso anno a Flushing Meadows la Clijsters era spettatrice. Era stata operata al polso per lo strappo di un tendine. Si trovava nel box riservato ai parenti a fare il tifo per Hewitt, il fidanzato. A un anno di distanza, nello stesso box, era seduta una bella attrice, in attesa di un bambino, che Hewitt ha sposato. Pensate con quale animo una donna si trova ad affrontare l’ambiente in cui ha vissuto la sua love story. Figuratevi che in marzo la Clijsters era scesa alla 134ª posizione.
Dopo la vittoria Kim ha detto: «Ora capisco che nella vita nulla accade per caso. Oggi sono davvero felice di questo trofeo, che arriva dopo tanta sofferenza e tanto lavoro». I medici non le avevano dato garanzie sulla carriera. Nessuno era in grado di assicurarle che avrebbe rigiocato a tennis, dopo l’intervento. Ma chi le vuole bene sa che quando Kim parla di sofferenze non si riferisce soltanto allo sport.
Ma una vittoria così importante, sognata fin da bambina, un traguardo che nel 2003 riuscì solo a sfiorare, cedendo in finale contro Justine Henin, ora potrebbe regalarle la consapevolezza dei propri valori. La convinzione può cambiare la vita. E forse non è stata abbastanza convinta Flavia Pennetta, impegnata nella finale del doppio femminile con la russa Elena Dementieva. Hanno perso (6-2, 5-7, 6-3) contro le numero sei del tabellone: Lisa Raymond - americana, 32 anni, già in bacheca Australian Open 2000, Wimbledon e Us Open 2001 - e Samantha Stosur - anni 21, finalista all’ultimo Wimbledon. Primo set senza storia, seconda partita recuperata quando tutto sembrava finito. Nel terzo, mentre la nostra Flavia saliva di rendimento, la Dementieva perdeva il turno di battuta, regalando il break decisivo alle avversarie. Peccato. Flavia ha sfiorato il sogno di un titolo dello Slam: ma la Clijsters insegna. Mai arrendersi.\