Cenerentola incanta anche appesa a un filo

Barbara Catellani

Chi dice playstation e gameboy con i loro eroi schiacciati su uno schermo sono gli unici giochi del futuro? È vero invece che quando escono dal vecchio baule in cantina, solidi trenini di legno e pupazzi dotati di una rispettabilissima personalità, dichiarando guerra alle figure virtuali del computer entrano immancabilmente nel cuore dei più piccini. E prova ne sono proprio loro, i bambini, che con entusiasmo e partecipazione hanno accolto lo spettacolo di marionette del «Teatroappesoaunfilo» - che si rifà alla celebre scuola milanese dei Colla - in scena tutta la prossima settimana all’Auditorium del Carlo Felice.
«Cenerentola», anche lei d’altri tempi, forse, ma mai demodè, anzi sempre amata ed ammirata, una fiaba classica dal lieto fine che persino Gioachino Rossini ha scelto per un suo celebre melodramma giocoso, previsto tra l’altro dal cartellone del teatro il prossimo 19 maggio. Proprio dal capolavoro rossiniano proviene la musica dello spettacolo, adattata per trio dal M° Davide Pagliarusco ed interpretata brillantemente da Lucia Rosati al clarinetto, Chiara Alberti al violoncello ed Enrico Grillotti al pianoforte, che ai piedi del palcoscenico hanno accompagnato le peripezie dei piccoli protagonisti di legno e cartapesta, e dalla voce di Ekaterina Metlova, l’anima sonora della piccola Cenerentola. Bella l’idea di Alidoro che troneggia e dall’alto tesse le fila dei destini dei personaggi, un precettore filosofo sullo stampo, si direbbe quasi, del Don Alfonso Mozart-dapontiano, un astuto manovratore che tutto gestisce e che non si fa scrupolo di regalare ogni tanto illuminanti pillole di saggezza. Belle anche le scene, curate nel particolare vezzoso e originale, predisposte con attenzione e tempestività; sgargianti i colori, vivaci i costumi delle marionette, mosse con disinvoltura e ironia dagli artisti animatori.
Uno spettacolo arguto e spassoso, che entra nella lunga carrellata delle iniziative per ragazzi dell’Auditorium Montale, mai banali e sempre stimolanti. Una fiaba che libera la fantasia e trasporta nel mondo dei sogni, ma anche allo stesso tempo docet: «Il mondo è come il teatro - dice Alidoro - basta avere il costume giusto». Ed ecco fatto: una magia per tutti gli spettatori, e si badi... non solo per quelli piccini.