Per le ceneri «sparite» a Malpensa la Sea dovrà sborsare 45mila euro

Le urne ritrovate dopo 10 giorni. La società non seguì la prassi di trasferimento

La Sea, società che gestisce gli aeroporti milanesi, è stata condannata risarcire gli eredi con 45mila euro per alcune urne cinerarie rubate a Malpensa la mattina del 3 febbraio 2001. I tre figli di Giuseppe Peri e Benedetta Castrogiovanni (morti insieme a Pierluigi e Roberto Lanuti, i due fratelli di Ariccia, in un incidente aereo in Venezuela) si erano rivolti al tribunale civile di Busto Arsizio, sostenendo che il furto delle urne, e il successivo ritrovamento dieci giorni dopo delle ceneri ammucchiate in un prato vicino alla pista, avevano creato loro alterazioni psicofisiche e una grave prostrazione mentale.
Il giudice Antonio Lombardi ha condannato la Sea «in quanto non ha messo in atto i meccanismi cautelativi nell’organizzazione e nella gestione del trasferimento delle urne che avrebbero scongiurato il verificarsi dell'evento lesivo». La Sea, assistita dall'avvocato Manuela Brazzelli, pertanto deve pagare 15mila euro a ciascuno dei tre figli, Francesca, Antonina e Nicola Peri. Il magistrato ha accolto le loro istanze - sostenute dagli avvocati Maurizio Di Chiara e Brunella Cardani - riconoscendo che la situazione che si era creata con il furto delle urne aveva sicuramente provocato un danno morale ed esistenziale.
Si chiude così una parte dell'aspetto civile della vicenda legale delle urne rubate, il cui fascicolo è ancora aperto in Procura a Busto Arsizio, in quanto le indagini coordinate dal sostituto procuratore Tiziano Masini non hanno ancora permesso di identificare il ladro.