Cenone del 31 al buio: non vedenti guidano alla scoperta dei sapori

Dall’antipasto al brindisi di mezzanotte nella piena oscurità: neanche il romantico lume di candela. Solo musiche che favoriscono la convivialità e la cortesia di impeccabili camerieri non vedenti che invitano ad assaporare i cibi, riscoprendo i sopiti sensi del tatto, gusto e olfatto. Chi è in cerca di emozioni singolari non può mancare al «Cenone di fine anno al buio» (ore 22, costo 120 euro) presso la sede dell'Istituto dei ciechi. L'idea, apparentemente bizzarra, si collega alla fortunata mostra «Dialogo nel buio» (50mila visitatori in un anno), riproposta dallo scorso dicembre nell'elegante palazzo di fine Ottocento di via Vivaio 7, e sempre più catalizzatrice di eventi culturali, tra cui serate di intrattenimento musicale, letture di poesie e favole, spettacoli di prosa. «E per il futuro - aggiunge Rodolfo Masto, commissario straordinario dell'Istituto - pensiamo anche alla degustazione di vini o cioccolato, sfruttando la magica cornice dell'oscurità».
«Dialogo nel buio» (prenotazione obbligatoria, al numero 02-76.39.44.78, ingresso 12 euro) è un'esperienza straniante che non smette di affascinare un largo pubblico. Giovani e scolaresche, soprattutto (le prenotazioni arrivano fino alla prossima primavera), ma anche qualche categoria speciale. «Arrivano molti dirigenti di aziende - fa notare Rodolfo Masto -. Tutto questo consenso ci ha convinti a proseguire l'iniziativa per almeno altri quattro anni».
Guidato da un non vedente (un ribaltamento della realtà) e il supporto del bastone bianco, il pubblico, a gruppi di otto persone, è invitato a seguire per un’ora e 15 minuti un percorso che si snoda tra ambienti diversi nella totale assenza di luce. In questa nuova dimensione, le cose - muri, acqua, piante - rivelano insospettabili sfaccettature. Fino a scoprire che anche il caffè, al buio, ha un sapore differente.
L'obiettivo di questa «mostra che apparentemente non mostra» - scrisse Guido Vergani - è promuovere l'incontro e la comunicazione tra persone diverse, tra vedenti e non vedenti. Scopo tutt'altro che secondario e nobile, quello di offrire un'opportunità innovativa di impiego, sia pur temporaneo, a persone con disabilità visiva (a Milano sono 5mila, 13mila in tutta la Lombardia). «Grazie a questa iniziativa - fa notare Rodolfo Masto - più di 60 non vedenti hanno oggi un impiego».