Censimento dei rom: si parte da Tor de’ Cenci

Hanno accerchiato il campo di Tor Dè Cenci, come in assetto di guerra. Poi poliziotti, vigili urbani, militari dell’esercito e personale della sala operativa del Campidoglio hanno iniziato il censimento dei rom che occupano l’accampamento. Un conteggio reale, perché questa volta i nomadi non hanno fatto in tempo a sottrarsi, in quanto l’intera area era circondata da uomini delle forze dell’ordine. E soprattutto non erano stati avvertiti di quanto sarebbe accaduto, già a partire dalle prime luci dell’alba e fino a sera. Al termine della giornata sono state censite 186 persone, di cui ottantasei minorenni, tutte di nazionalità bosniaca e macedone e individuati 5 camper e 28 strutture abitative occupati da 35 nuclei familiari.
Dieci soggetti sono stati accompagnati presso l’ufficio immigrazione della questura per i controlli del caso e sono state eseguite 30 notifiche giudiziarie ad altrettanti stranieri. All’esterno del campo, poi, è stata rinvenuta sostanza stupefacente, verosimilmente cocaina ed eroina, del peso di 22 grammi e 38 grammi di sostanza da taglio, insieme a bilancini di precisione. Scoperti anche 6 proiettili integri calibro 7,65. I controlli effettuati sui 33 mezzi presenti nell’insediamento, invece, hanno portato al sequestro di nove autovetture sprovviste di assicurazione, tra le quali una «Porshe Carrera». E oggi si replica.
Sulla vicenda è intervenuto Massimo Barra, presidente della Croce Rossa Italiana, che poco tempo fa si era occupato del primo censimento, che molti non considerano attendibile fino in fondo. «Siamo molto orgogliosi di quello che è stato fatto dalla Cri lo riteniamo senza precedenti - sottolinea polemicamente -. Ha smosso la situazione dinamicamente. Adesso, quando sento critiche, perché magari i numeri non sono quelli che erano stati dichiarati, con un pre-giudizio che non corrisponde ad al post-giudizio, a me dispiace, perché sono stato testimone oculare dello sforzo volontario e gratuito di decine di volontari. Se poi si soffia sul fuoco, sappiamo per esperienza che la violenza porta sempre violenza e non è di questo che abbiamo bisogno».
«Mi attengo alla linea che ho sempre sostenuto in questi mesi che è quella di non provocare polemiche - interviene il presidente della Provincia Nicola Zingaretti -. Sono convinto che anche questo secondo censimento sarà fatto nel pieno rispetto della dignità delle persone. Io l’ho letto come l’esigenza di avere ulteriori dati, non ho motivo di credere che cambierà di molto l’esito rispetto ai dati della Cri».
«Appare chiaro come in Provincia la mano destra non sa cosa fa la sinistra e viceversa - commenta Ugo Cassone, vicepresidente della commissione Politiche Sociali del Comune - oggi Zingaretti dichiara di appoggiare il secondo censimento mentre, solo pochi mesi fa, Claudio Cecchini, assessore provinciale alle Politiche Sociali, bollava l’idea come incomprensibile. Su un tema delicato come quello della sicurezza la collaborazione istituzionale è fondamentale».