Censimento, le Poste vanno subito in tilt

«Prima ti mettono paura con multa. Se non lo compili e non lo consegni ti tocca pagare dai 200 ai 2000 euro. Poi però, quando ti presenti a consegnarlo, non te lo fanno consegnare. Sono diventata matta a girare per tutti gli uffici postali del centro. Ce l'ho fatta soltanto a fine mattinata». La signora Franca è una bella signora bionda, ben vestita, educata, ordinata e rispettosa delle istituzioni. In mano ha la busta dell'Istat. Ieri, intorno alle 11,30, in via Granello, è finalmente riuscita a sganciare il questionario del censimento, dopo che, per tutta la prima parte della mattina, a Genova le Poste sono andate in tilt.
«La gente si è precipitata a consegnare le buste del censimento - spiega l’operatrice di uno sportello postale - siamo stati costretti a mandarli via, perché non funzionava il collegamento». «Anche da noi è successa la stessa cosa - conferma un'altra impiegata delle Poste in via Dante - è arrivata una valanga di utenti dalle 8 del mattino. Non siamo stati in grado di ricevere i questionari perché era in tilt il sistema a livello nazionale. Tutto è cominciato a funzionare dopo le 11».
Il black out telematico, ha interessato anche il sito www.Istat.it, intasato per le centinaia di migliaia di collegamenti online. Migliaia di genovesi, ieri mattina hanno affollato gli ingressi e le sale di attesa degli uffici postali cittadini, ma sono stati cacciati indietro. Le uniche oasi di salvezza sarebbero state quelle dei centri comunali, che fanno capo agli uffici decentrati sparsi dal levante al ponente genovese. «Davanti al Comune c'era una fila lunga un chilometro - spiega Massimiliano - me ne sono andato via e ho fatto un salto alle Poste, ma anche lì niente da fare. Addirittura, quasi rimproverandomi perché facevo il mio dovere, una delle impiegate mi ha detto che cosa volevo da lei perché tanto c'è tempo fino a febbraio per consegnare». Invece, c'è tempo fino al 20 novembre. Poi l'Istat può mandare a casa un «rilevatore», che farà perdere ancora del tempo. La multa si dovrà pagare soltanto se non si consegna, per le famiglie residenti nelle grandi città, oltre il 29 febbraio. Tuttavia, c'è già chi contesta e ha rinunciato tout court. Anche nel pomeriggio comunque, almeno nel levante cittadino, si sono verificati disagi. «Agli uffici del Comune mi hanno detto che le Poste continuavano ad avere problemi - protesta un lettore - Lì mi hanno ritirato il modulo in attesa di poterlo caricare sul sito».