Il Censis celebra la radio: solo internet cresce di più

RomaPrimo internet ma subito dopo la radio, dice il Censis nell’ultima rilevazione sui media che crescono. Ha un bel po’ di anni, la danno per morta ogni anno, ma invece la radio funziona, viene considerata una fonte credibile di informazione, e in Rai si brinda. Con una puntata fuori dal comune di Radio Anch’io, sul primo canale radiofonico del servizio pubblico, con il direttore generale del Censis Giuseppe Roma, il direttore Radio Uno e del Giornale Radio Rai Antonio Preziosi, il presidente della Vigilanza Rai Sergio Zavoli e quello della Rai, Paolo Garimberti, che celebra la radio come «modello da seguire per tutta la Rai». E poi una serie di personaggi mitologici della radio pubblica. A cominciare da Fiorello, che si è messo a imitare i cronisti di Tutto il calcio minuto per minuto, prima di duettare via telefonino con Massimo Lopez sulle note di My Way. Poi Renzo Arbore, grande inventore dell’improvvisazione radio con Alto gradimento, «quello che ora si chiama cazzeggio», e che poi hanno imitato tutti. «La radio è sempre stata una mia passione - dice Arbore -. La grande qualità di questo media è l’agilità». Anche Eugenio Finardi ha un passato radiofonico: «Io sono stato protagonista del mondo delle radio libere, poi sono passato a Radio Rai e quindi ho lavorato anche nelle radio private. La radio è un mezzo interattivo, rivoluzionario».
Un concetto che il direttore Preziosi sottolinea più volte: «La forza e la credibilità della radio dipendono dalla sua grande storia. La radio ha sempre svegliato gli italiani, con le sue notizie e con un’informazione chiara e completa. Ha attraversato un periodo su cui un velo polvere sembrava essersi poggiato sopra, ma in due anni abbiamo compiuto, assieme alla mia squadra di giornalisti e professionisti, lo sforzo di svegliare la radio che il Censis ha certificato». «La radio è scelta dalle persone che lavorano, quindi non sono ascoltatori marginali - gli ha fatto eco il dg del Censis Giuseppe Roma - Internet viene ritenuta affidabile in quanto trasparente, ma ha un limite: non essendo mediata da nessuno e verificata si trovano informazioni poco affidabili. La radio invece ha la particolarità di essere filtrata quindi più affidabile». «La radio vive oggi una stagione straordinaria, può correre sugli altri media senza per questo perdere la sua forza espressiva - aggiunge il direttore di Radio2 Flavio Mucciante -. L’indagine Censis testimonia la grande vitalità e credibilità del mezzo, che, grazie al web, ha nuove straordinarie opportunità di diffusione».