Censura a Feltri? Attacco alla libertà

Non si ferma il grido di protesta contro la sanzione dell’Ordine
inflitta al Diretùr costretto al silenzio fino al 3 marzo. La rabbia dei
nostri lettori: "In Italia la legge non è uguale per tutti, imbavagliano
gli onesti e premiano la sinistra"

I «sinceri democratici», i difensori della libertà d’espressione tanto al chilo si stanno dando delle mazzate sugli alluci per le quali pagheranno il prezzo e sentiranno il dolore. Sono pochi coloro che non vedono la contraddizione tra quello che predicano e quello che fanno. La condanna di Feltri non sarà certo l’ultimo, ma è comunque un pesantissimo autogol. Feltri si ribelli, noi lo sosterremo fino in fondo contro questa banda di lanzichenecchi senza pudore.
Mauro Marelli
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Forza Direttore Feltri siamo tutti con te. Di persone che parlano chiaro come te ce ne sono davvero poche. Purtroppo in Italia la legge non è uguale per tutti, vengono imbavagliati gli onesti e premiati quelli di sinistra.
Davide Picozzi
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Desidero esprimerle solidarietà per la stolta ingiustizia che è costretto a subire. Sono un suo affezionato lettore e il regalo che potrebbe farmi è quello di ignorare la stupida sanzione e continuare a far sentire la sua voce. Viva la sua e la mia libertà.
Cesare Berrini
Trento

Caro Vittorio Feltri, quella patacca che le hanno comminato questi esponenti del giornalismo fatiscente e corrotto è per noi lettori una pregiata medaglia a riconoscimento del valoroso giornalismo per cui si è battuto e tornerà a battersi presto, sul campo.
Lorenzo Medici
Budapest

Vittorio Feltri, con la Fallaci e Montanelli, forma probabilmente la triade dei migliori giornalisti della storia italiana. Il metterlo a tacere è semplicemente sconcio. Ma normale: anche a Dante gli amici riservarono simili attenzioni.
Duccio Castelli
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Sono un suo lettore da sempre. Mi rammarico per quello che le succede e per quello che sta succedendo in Parlamento. È una vergogna. Le vorrei indicare una nuova battaglia, a lei riescono bene ed è l’unico giornalista che potrebbe riuscirci. Perché i politici quando abbandonano il loro partito per uno nuovo, non restituiscono i soldi che hanno ricevuto allo Stato?
Ettore Rossin
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Mi trovo in sintonia con tutti i lettori del Giornale e non, che hanno inviato lettere di solidarietà per il nostro maestro di giornalismo Vittorio Feltri, libero di scrivere, e dare notizie, anche se riguardano personaggi scomodi e che l’Ordine non vorrebbe toccare. Dopo questa sentenza dai connotati stalinisti di vecchia memoria, l’Ordine va abolito.
Giorgio Serafini
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Caro Feltri, non molli! Siamo certi che presto questi vergognosi abusi sulla verità, sull’onestà ma soprattutto sulla libertà di informazione subiranno il giusto castigo. Lunga vita al Giornale e a Libero, gli unici quotidiani davvero liberi!
Maria Cristina Bellini
Cesena

La mia solidarietà al grande giornalista Vittorio Feltri, vittima di una misura faziosa giustificata da applicazioni di leggi da rispettare. Conoscendo il coraggio di Feltri, siamo sicuri che saprà resistere all’ingiustizia subita.
Alain Albert
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Quello che ti è accaduto conferma che sei un grande giornalista. Essere censurato da quattro sedicenti giornalisti che appartengono ad un Ordine smaccatamente partigiano e illiberale, non può che farti onore.
Gianfranco Rossi
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Caro dottor Feltri, lei è l’unico giornalista veramente libero che non si piega e non scende a compromessi. Questo vergognoso attacco nei suoi confronti va a ledere la libertà di cui tutti si «riempiono la bocca» ma nessuno la rispetta. Disobbedisca, noi abbiamo bisogno di giornalisti come lei.
Vittorio Trinetta
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Da lettore assiduo vorrei esprimere a Vittorio Feltri tutta la mia solidarietà contro un’ingiusta sospensione dall’attività. Ricorra subito contro l’Ordine dei giornalisti per riparare ad una palese ingiustizia e per continuare ad essere una voce libera.
Alberto Gennari
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Amicizia e solidarietà per il bavaglio imposto da chi grida alla dittatura chiedendo libertà d’informazione e poi impedisce il libero pensiero ad un libero spirito come il suo. Non demorda e si ricordi che non è e non sarà solo!
Giuseppe Casarini
Binasco (Milano)