La censura di Santoro? Ecco le carte della verità

Anche Travaglio ha messo in dubbio che il conduttore abbia intimato di
interrompere la sua imitazione su Rds: &quot;Voglio vedere la lettera&quot;. Ora &quot;il Giornale&quot; pubblica la raccomandata. <a href="/a.pic1?ID=305155" target="_blank"><strong>La difesa</strong></a> di Michele. <a href="/a.pic1?ID=305152" target="_blank"><strong>La replica</strong></a> di Joe. <a href="/a.pic1?ID=305148" target="_blank"><strong>Il paravento della satira</strong></a> di Filippo Facci

«Santoro fa il censore con chi scherza su di lui». Il conduttore di Annozero contro il suo imitatore, Joe Violanti, che su Rds prende di mira politici in maniera «bipartisan», contattandoli per invitarli (per scherzo) alla trasmissione di Raidue. Ma lo sketch dura poco. E alla fine della telefonata lo speaker svela il trucco, presentandosi con il suo nome. Insomma, una risata e fine del gioco. Santoro però non gradisce perché, secondo lui, vi sarebbe un «utilizzo abusivo della sua identità» a danneggiarlo. Domenica scorsa il Giornale pubblica la notizia, intervistando Violanti e ospitando il commento del patron del network, Eduardo Montefusco. Che dopo aver riferito di una telefonata con un Santoro «irritato», racconta di aver poi ricevuto una lettera da parte del suo avvocato, in cui si intima di cessare la messa in onda. Il «caso Santoro» viene ripreso ieri anche da altre testate. E, sul Corriere della Sera, Marco Travaglio afferma di non credere che il collega sia davvero un censore. Per poi aggiungere: «Voglio prima vedere la lettera, altrimenti non ci credo». E chiedersi: «Perché non la pubblicano?». Eccola. Proprio qui sotto troverete il testo della raccomandata spedita a Rds, lo scorso 28 ottobre, da un legale del «vero» Santoro. Che non ci sta a passare per chi nega il «diritto di satira». E spiega, in una lettera inviata al nostro direttore, le sue ragioni.