Censurata la mostra sulle foibe

Azione giovani: «Ci trasformeremo in ragazzi sandwich» An: «Prosegue il manicheismo ideologico in stile cubano»

È stata vietata dall’università degli studi Roma Tre la mostra di Azione universitaria e del Comitato 10 febbraio in ricordo delle vittime delle Foibe. «Le istituzioni universitarie - commenta il presidente nazionale di Azione universitaria, Giovanni Donzelli - hanno perso un’ulteriore occasione per onorare quella che dovrebbe essere la prerogativa prima di un ateneo: fucina di cultura e veicolo di libertà ed uguaglianza». «Ai vertici di Roma Tre ricordo comunque - dice - che in una circolare del Miur arrivano disposizioni a tutte le istituzioni scolastiche e universitarie di promuovere iniziative che celebrino “Il giorno della Memoria del 10 Febbraio” istituito da una legge dello Stato. La nostra cultura e il nostro amore per l’Italia ci impedisce di sottostare ad un simile impedimento: questa volta disobbediamo noi e già da domani esporremo la mostra trasformandoci in ragazzi sandwich», conclude Donzelli. Anche Fabio Rampelli, capogruppo regionale di An, fa sentire la sua voce. «Prosegue la censura della sinistra accademica “intruppata” col peggior manicheismo ideologico stile cubano contro le vittime delle foibe e la giornata che ne celebra la memoria», dice. «Non è la prima volta - osserva - che in questo ateneo vengono discriminate le proposte culturali della destra. La celebrazione della giornata del ricordo è diventata legge dello Stato dallo scorso anno per ricordare le vittime delle foibe e l’esodo delle migliaia di italiani che furono costretti ad abbandonare l’Istria e la Dalmazia, una tragedia della nostra storia che per troppi anni è stata dimenticata e perfino negata». Di fatto «gravissimo» parla il capogruppo di An alla Provincia Piergiorgio Benvenuti: «Mantenere vivo il ricordo del nostro passato credo che sia uno dei più importanti impegni che dobbiamo assumerci verso le nuove generazione che devono poter conoscere certe “ferite” della storia». Il vicepresidente del Consiglio comunale Fabio Schiuma chiede infine al sindaco Veltroni di «prendere posizione».