Censurato l’«Urlo» di Ginsberg: troppe parolacce

Cinquant’anni dopo esser stato assolto dall’accusa di oscenità da un tribunale di San Francisco, Urlo di Allen Ginsberg è stato di nuovo censurato. Una radio di New York avrebbe dovuto trasmettere il poema simbolo della «Beat Generation» nel giorno dell’anniversario: ha preferito però lasciar perdere, temendo le multe che la Federal Communications Commission impone alle trasmissioni «indecenti». La multa anti-oscenità avrebbe rischiato di mandare in bancarotta la piccola emittente. Per molti sostenitori della libertà di espressione, la decisione è un paradosso: «50 anni fa il giudice Clayton Horn sancì che anche un bambino poteva leggere Urlo, oggi invece la gente ha paura che un tribunale decida che non lo si può più ascoltare».