Censurato il teologo della liberazione

da Milano

Umano, troppo umano. La Chiesa di Ratzinger condanna le tesi di uno dei leader della Teologia della liberazione, il gesuita spagnolo Jon Sobrino, colpevole di «aver valorizzato troppo la componente storica della figura di Gesù separandola dalla sua dimensione divina». È questo il verdetto, la «notificazione», della Congregazione della Dottrina della fede sui «gravi errori» contenuti nei libri di Sobrino. Il Cristo umano non può invece secondo la Chiesa cancellare la natura divina. È il dio che si incarna, ma che resta Dio. «Non si può dire che questi volumi ora siano all'Indice, perché si tratta di un elenco che oggi non esiste più», ha precisato tuttavia il portavoce del vaticano padre Lombardi, correggendo le interpretazioni di molti media che nei diversi paesi si sono immediatamente mobilitati in difesa del teologo. In concreto, non avendo il Vaticano deciso alcuna sanzione, saranno ora i vescovi del Salvador a dover stabilire se padre Sobrino può continuare a insegnare teologia cattolica, così come le diverse chiese locali dovranno decidere se ospitare sue conferenze. Il teologo 69enne, che nel corso dell'istruttoria presso la Congregazione vaticana ha potuto difendere le proprie tesi, ha goduto in passato della stima di Joseph Ratzinger che da arcivescovo di Monaco finanziò la traduzione in tedesco della sua tesi di dottorato. Gli errori infatti sono venuti dopo. A partire dal 1965, anno in cui il Sant'Uffizio si è trasformato in Congregazione per la dottrina della fede, sono state in tutto 11 le opere di teologi che per diverse ragioni non seguivano il magistero della Chiesa o ne tradivano i contenuti.