Di Centa lanciato «Imito Baldini e bisserò l’oro»

«Nonostante le feste per il titolo nella 50 chilometri, non ho mai saltato un allenamento. Vorrei vincere ai mondiali e per la prima volta in coppa del mondo»

Maria Rosa Quario

Nove mesi dopo i trionfi olimpici è ora di ricominciare. Giorgio Di Centa guarda avanti o indietro?
«Penso all’Olimpiade quando sono in difficoltà, per darmi uno stimolo e andare avanti. La vittoria nella 50 è stata una gratificazione enorme, quando mi rivedo in televisione sento ancora un’emozione forte e mi dico: ma cosa ho fatto? Rivivo ancora il momento in cui sono entrato nello stadio e non dimenticherò mai l’attimo in cui mia sorella Manuela mi ha messo la medaglia al collo e ci siamo guardati negli occhi. Ma ora guardo avanti, si riparte».
Da campione olimpico.
«Ho già provato questa emozione a marzo, nel finale di coppa del mondo, 2° nella 50 km a Oslo, una mezza impresa visto che dopo i Giochi non ero più riuscito ad allenarmi bene».
E visto che nel fondo non si può improvvisare, in estate ha lavorato come sperava?
«Ho avuto tanti impegni, soprattutto a ottobre, ma sono orgoglioso di dire che non ho mai perso un allenamento: ho cercato di organizzarmi in base alla mondanità. In macchina portavo sempre gli ski roll e non ho mai saltato una seduta».
Vincere un’Olimpiade porta solo vantaggi?
«No, mi manca il tempo per i miei hobby, ma dopo due ori è lo scotto da pagare. Mi è mancata molto anche la famiglia. Dove potevo, portavo sempre moglie e tre figlie, ma con giudizio, visto che a febbraio nascerà un altro bambino, un maschio. Siamo felici, anche se non era previsto e per mia moglie è stato un duro colpo».
E dentro, lei è cambiato?
«Non disdegno le nuove responsabilità, ma sono rimasto sempre coi piedi per terra, ragiono e mi comporto come prima, però forse sono un po’ più spavaldo, un po’ più sicuro di me. Credo sia una maturazione dovuta anche all’età, in ogni caso sono molto obiettivo: so che non sarà facile ripetersi».
Si rivede in Stefano Baldini, oro olimpico e poi europeo?
«Lui come me per fare risultato deve lavorare duro».
Ha gioito per i calciatori campioni del mondo?
«Come tutti gli italiani, credo. In questo 2006 l’Italia si è dimostrata forte ovunque, calcio, nuoto, atletica, ginnastica, fondo. È bello far parte del gruppo di quelli che hanno dato qualcosa al proprio paese».
Alle ultime politiche ha votato sua sorella Manuela, eletta alla Camera con Forza Italia?
«Non rispondo, non parlo di politica».
Ma come spiega l’incredibile differenza fra lei e Manuela?
«Ho tre figlie e sono tutte diverse fra loro. In ogni caso, io e Manuela qualcosa in comune l’abbiamo, la motivazione e la determinazione per raggiungere degli obiettivi».
I suoi per i prossimi mesi?
«L’oro mondiale nella 50 km classica e andare forte anche nell’inseguimento e magari vincere una gara in coppa del mondo, sarebbe la prima!».
Com’è possibile che il campione olimpico non abbia mai vinto in coppa?
«Ho vinto sì, ma solo in staffetta, a livello individuale mai. Perché? Qualcosa mi ha frenato, il caso, contrattempi. La sfortuna non lo so. So solo che vorrei colmare la lacuna».
E la coppa assoluta? Lei va forte sia a skating che in alternato e su diverse distanze...
«Non si può iniziare la stagione pensando alla coppa. Se poi inizi, facendo podi o arrivando sempre nei cinque, allora il discorso cambia, ma è dura stare ad altissimo livello per tutto l’inverno. Io ad esempio ho già deciso che dopo il Tour de Ski salterò qualche gara per preparare bene i Mondiali di Sapporo a fine febbraio».
A proposito di Tour de Ski, il circuito a tappe stile ciclismo, dal 29 dicembre al 7 gennaio, sembra una bella novità.
«Mi interessa molto, ma è un punto di domanda. Io riesco bene nelle due tecniche, quindi potrei essere avvantaggiato e se starò bene farò tutte le gare. Spero che sia molto seguito, il periodo è quello giusto, dipenderà dai media renderlo un grande evento, certo sarà stressante per gli spostamenti, il timore è di stancarsi troppo e compromettere la forma per mondiali. Ma il tempo per recuperare non mancherà».