Cent'anni di scarpe da ginnastica

Dal primo modello per i lavoratori alle versioni sofisticate per lo sport: così, in un secolo, le "sneaker" sono diventate un accessorio indispensabile. E chic

Milano - Le mamme di ieri non le vedevano di buon occhio. Le mamme di oggi ne hanno almeno un paio nell’armadio. E le indossano volentieri. Perché le scarpe da ginnastica sono comode, informali, divertenti. E (grazie alle nuove tecnologie) non sono più tanto antigieniche, come ci hanno ripetuto per anni. D’altra parte anche loro, le sneaker - come oggi le chiamano le fashion victim - sono diventate grandi, perché hanno compiuto cent’anni. Anche se non li dimostrano. Nate a fine Ottocento come scarpe da lavoro e poi adottate dal mondo dello sport, sono presto diventate il simbolo dei giovani ribelli, quelli belli e maledetti alla James Dean, che già negli anni ’50 indossava le All Star Converse. Le stesse con cui poi hanno camminato gli anticonformisti che fino agli anni ’80 si rifacevano alla cultura punk-rock. Un simbolo di ribellione - e di emancipazione - che presto diventa fenomeno di massa. Ma anche fenomeno di moda chic, e un po’ snob. Se il primo a sdoganare le scarpe da ginnastica è stato Armani, oggi Lapo Elkann le indossa per dare un tocco glam al suo stile che tanto ricorda quello dell’Avvocato. Le portano star di Hollywood come Charlize Theron e Scarlett Johansson, che ha addirittura disegnato un modello per Reebok. E piacciono anche a chi ha superato i quaranta (come Piero Chiambretti, che le mette anche sotto lo smoking).

In stile rock abbinata al jeans stretto, in versione hip hop sotto il pantalone largo, oppure con un look bon ton. I modi di indossare la scarpa da tennis sono mille. La sneaker ha colonizzato il mondo. Negli anni ’80 in Italia non c’era uomo o donna, dai 12 ai 40, che non avesse un paio di Superga: le ragazze le portavano con tutto, i maschi le alternavano con le più ricercate Vans. Anche se la sneaker per eccellenza continuava ad essere la All Star, che quest’anno festeggia il primo secolo di vita. Oggi basta guardarsi intorno per capire che nulla è cambiato. Certo, di ribellione non c’è più traccia, se non in un modello che Converse dedica a Kurt Cobain, il leader suicida dei Nirvana. Ma poi la raffinata Sofia Coppola le ha inserite fra le scarpette di Marie Antoinette. Chissà se la baby regina di Francia le avrebbe indossate davvero. Magari le sarebbero servite per sfuggire alla ghigliottina.