Centaro: «Grasso, nessuna novità nelle sue parole»

da Roma

Dopo il j’accuse sulla latitanza di Bernardo Provenzano da parte del neoprocuratore antimafia, Piero Grasso («il capo di Cosa nostra è protetto da politici, imprenditori, forze dell’ordine») è tempo di polemiche, e nuove rivelazioni. Il pentito Angelo Siino, con la sua collaudata puntualità, entra nel vivo del dibattito e a margine del processo sul covo di Totò Riina, e parla del sospetto fra i mafiosi che Provenzano fosse un confidente dei carabinieri.
Sul fronte politico, invece, dopo i fraintendimenti dei giorni precedenti, intervengono un po’ tutti per fare chiarezza su ciò che Grasso ha detto e non detto. L’ex presidente Francesco Cossiga invita Grasso «a chiarire e circoscrivere», di fronte alla commissione Antimafia, le sue accuse sulle presunte coperture di forze di polizia al boss mafioso Provenzano, altrimenti «si rende indispensabile un provvedimento di urgenza avente valore legislativo» per trasferire (nell’ambito del territorio siciliano) compiti e funzioni di polizia all’Arma dei carabinieri». Per Carlo Vizzini, deputato di Forza Italia, «c’è bisogno di una politica che nella lotta alle mafie sappia stare in prima linea accanto a persone come Grasso. I partiti devono avere il coraggio di guardarsi dentro e quando occorre fare pulizia». Anche il sottosegretario Mantovano si schiera con Grasso: «Merita sostegno e incoraggiamento. Dov’è lo scandalo nel denunciare queste indegne complicità? I nomi sono negli atti delle inchieste».
Il presidente della commissione Antimafia, Roberto Centaro, fa poi sapere che l’organismo parlamentare sentirà il procuratore Grasso «ma non solo per le dichiarazioni di ieri. Quello di Grasso - spiega Centaro - è uno scenario plausibile quello che Provenzano possa godere di certe coperture, le indagini hanno dato riscontri in questo senso ma occorre precisare che non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Altra cosa sarebbe se le indagini facessero emergere cose nuove, ma questo mi sembra che il procuratore Grasso l’abbia negato».
Di diverso avviso è Gisuto Catania, di Rifondazione comunista. «Il procuratore Grasso dice cose assolutamente condivisibili. Basta con le ipocrisie: la Sicilia è infestata dal virus della criminalità organizzata soprattutto per il fatto che le istituzioni e la politica sono travolte da indagini giudiziarie che ne delegittimano l’attività, come avviene per il presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro». \