Cento: "Basta privilegi" Nuovo attacco alla Chiesa

Il sottosegretario all’Economia mette sotto accusa le agevolazioni fiscali di cui gode la Chiesa. "Bisogna eliminare i privilegi di cui beneficia e che
non riguardano l’attività religiosa"

Roma - I privilegi fiscali di cui gode la Chiesa, a partire dall’Ici, «non devono essere un tabù» e se ne deve discutere nella prossima Finanziaria. Ne è convinto il sottosegretario all’Economia, il Verde Paolo Cento, che ritiene che «non sia uno scandalo aprire una discussione in parlamento su questo tema, anche perchè se ne è già parlato in passato».

Cento spiega comunque di voler tenere «distinto il ruolo sociale della Chiesa che va in ogni caso salvaguardato» rispetto al fatto che la Chiesa stessa gestisca immobili o attività paracommerciali «che devono essere equiparate a quelle gestite da altri soggetti». Il sottosegretario ricorda dunque di aver già presentato una proposta di legge in parlamento per il finanziamento agli oratori «perché riconosco il loro ruolo importante». Insomma Cento chiede una «discussione seria in parlamento ma tutto questo nel rispetto del Concordato e senza intaccare la funzione sociale della Chiesa».

L’argomento rilanciato oggi dal sottosegretario ha provocato in passato anche l’intervento di Bruxelles: nello scorso mese di giugno infatti l’esenzione dal pagamento dell’Ici di cui gode la Chiesa per le sue attività commerciali è finita nel mirino di Bruxelles, che ha inviato al Governo italiano una lettera in cui chiede spiegazioni su questa ed altre eventuali agevolazioni fiscali nei confronti del Vaticano. La norma finita nel mirino di Bruxelles è contenuta nella Finanziaria del 2006, l’ultima del governo Berlusconi. Prevede l’esenzione dall’Ici degli immobili di proprietà della Chiesa adibiti a finalità commerciali. L’esenzione è riconosciuta anche alle altre religioni che hanno un accordo con lo Stato italiano e alle attività no-profit.