Cento candeline sulla torta del Menaggio

Può un gioiello compiere cento anni? Se lo è davvero può compierne anche mille, e persino di più... Il fatto storico è che il «Menaggio & Cadenabbia Golf Club» sta celebrando il suo primo secolo di vita (1907-2007), in Italia secondo soltanto, per qualche incollatura, al monumento romano dell'Acquasanta. Inglesi, non a caso in quell'epoca, i fondatori dell'uno e dell'altro. Siamo, guardandoci molto indietro, agli albori di certe favole che, nascendo senza la pretesa di diventarlo, sono poi divenute cronaca certificata di eventi. Se per esempio, non troppo tempo fa, il presidente del «Menaggio», Vittorio Roncoroni, ha invitato e ricevuto la visita, prima sul campo e poi in club house, dell'attore-golfista George Clooney, di casa (anzi di supervilla) da quelle parti del lago di Como, e se il mitico George, chiedendo il permesso, ha rimorchiato due ospiti come Michael Douglas e Catherine Zeta Jones, questa la dice lunga sul prestigio del Circolo. Ed è appena una delle tante notizie e curiosità, illustrate da foto antiche e moderne, che sono entrate in un libro.
La pubblicazione speciale per i festeggiamenti del centenario, a cura del «Menaggio & Cadenabbia Golf Club», coordinata da Mario Camicia, progettata e realizzata con raffinata eleganza da Arti Grafiche Pizzi, è stata presentata nel corso della serata di gala di venerdì scorso. E che ci trovassimo tra le mani un volume di livello, divertente, agile e argomentato da scorrere era appena la conferma di un «plus» artistico del Circolo. A pochi passi da noi c'era infatti l'ingresso alla nota biblioteca tenuta nella massima considerazione perfino da St.Andrews: una raccolta di oltre 1.200 opere (addirittura di fine 1600, stampate a Edimburgo) dedicate al sapere golfistico, alle sue memorie, alle sue regole più antiche.
Il «Menaggio» sta scrivendo il capitolo aureo di un romanzo nato dall'impulso creativo dell'inglese Mylius - seguito dal connazionale Wyatt - e nel lungo successivo non facile percorso approdato, nel 1960, alle decisive innovazioni progettuali (a cominciare da quelle dell'ammodernamento del campo) della poderosa famiglia milanese dei Roncoroni: l'operazione di acquisto del Circolo, che apparteneva agli inglesi, costò all'incirca 100 milioni di lire, che oggi valgono una bella montagnola di milioni di euro.