Cento impavidi sfidano il gelo e si tuffano nel Naviglio

Hanno sfidato il freddo della domenica a piedi, ma soprattutto il gelo delle acque del Naviglio Grande. Per gioco, e per riportare in vita una tradizione milanese a lungo andata persa: il «Cimento invernale». In cento, uomini e donne più o meno giovani, si sono buttati nei sette gradi dell’acqua del Naviglio per percorrere a nuoto 80 metri, mentre i più arditi, quaranta, hanno sbracciato per 150 metri. Nato nel 1895, questo rito legato ai freddi giorni della Merla si era interrotto nel 1962. Sono stati quelli della Nuova Canottieri Olona, insieme alla Navigli lombardi, a riproporla l’anno scorso. Tutina nera con disegnato lo skyline meneghino, cuffietta gialla e scarpette, i partecipanti, sportivi e semplici appassionati, si sono buttati da un pontile fino a raggiungere il ponte di San Cristoforo. Al termine della prova, dopo un passaggio dalla tenda della Croce Rossa, hanno trovato ad attenderli un accappatoio, un berretto e soprattutto un bicchiere di vin brulè.
Alla manifestazione ha portato un saluto e un incoraggiamento anche il governatore lombardo Roberto Formigoni, che ha ricordato «il ritorno alla balneabilità delle acque del Naviglio come confermato dalle analisi batteriologiche. È il segno - ha aggiunto prima di ricordare il centoventesimo compleanno della Canottieri Milano che ha partecipato all’evento - che stiamo recuperando e valorizzando questo grande patrimonio per Milano e la Lombardia».