Cento milioni di euro per la ricerca oncologica

Sonia Vaccarella

Il governo ha varato ieri un progetto per il sostegno alla ricerca in campo oncologico stanziando 100 milioni di euro, buona parte dei quali sono destinati a centri e istituti di ricerca romani. Sul fronte della prevenzione, diagnosi e cura delle patologie tumorali, 20 milioni di euro andranno al Regina Elena, che è un istituto pubblico di ricovero e cura a carattere scientifico. Nel campo della riabilitazione e innovazione tecnologica, 7 milioni di euro sono destinati al San Raffaele alla Pisana (Irccs privato), mentre altri 5 milioni di euro andranno alla Fondazione Santa Lucia (Irccs privato) sull’Ardeatina. Per quanto riguarda, infine, il «Programma C», che si concentra sulla promozione delle collaborazioni fra i soggetti che operano nella ricerca oncologica, sono stati destinati 15 milioni di euro, per due progetti: il primo ha come capofila l’Istituto Superiore di Sanità e prevede 10 milioni per «Alleanza contro il Cancro», la rete degli Irccs a indirizzo oncologico creata per elevare il livello della ricerca italiana in questo settore e favorire il trasferimento dei suoi risultati alla pratica clinica; il secondo nell’ambito delle partnership, in questo caso a livello internazionale, prevede un finanziamento di 5 milioni per la collaborazione fra l’Istituto Superiore di Sanità e gli statunitensi del National Istitute of Healt. Le cifre sono state fornite dal sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, intervenuto ieri a Palazzo Chigi per la presentazione del Progetto cui hanno partecipato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, i sottosegretari alla Presidenza Paolo Bonaiuti e Gianni Letta, il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Enrico Garaci, il professor Francesco Cognetti dell’Istituto Regina Elena di Roma, il professor Gordon Mcvie in rappresentanza del professor Umberto Veronesi dell’Istituto europeo di Oncologia, il dottor Bordignon Fondazione San Raffaele di Milano, il professor Carlo Caltagirone della Fondazione S. Lucia di Roma e il professor Massimo Fini del San Raffaele Pisana di Roma.
Nel campo della prevenzione, diagnosi, cura e innovazione, sono stati finanziati quattro programmi di ricerca: al San Raffaele del Monte Tabor (Irccs privato di Milano) andranno 20 milioni; all’Istituto Europeo di Oncologia (Irccs privato di Milano nato da una idea di Umberto Veronesi, che ne è anche direttore scientifico) altri 20 milioni di euro; all’Istituto nazionale tumori (Irccs pubblico di Milano) 10 milioni di euro. Tre milioni di euro nel settore della riabilitazione e dell’innovazione tecnologica, sono stati destinati alla Fondazione Salvatore Maugeri (Irccs privato di Pavia).
«Il monitoraggio dei progetti, la cui durata è triennale - ha spiegato Cursi - è stato affidato a una Commissione composta da sei esperti (di fama internazionale) nominati dal direttore generale della Ricerca scientifica e tecnologica del ministero della Salute». La prima fase, quella dell’invito ai vari Irccs, pubblici e privati, a presentare proposte di collaborazione agli enti capofila ha preso il via lo scorso 28 marzo. «Con questo progetto - ha detto Cursi - si rafforza il sistema a rete a livello nazionale con una forte integrazione tra pubblico e privato sul piano della ricerca, dell’informazione con l’obiettivo anche di costruire insieme un veicolo per poter fa rientrare in Italia i nostri “cervelli” dall’estero. La guerra contro il cancro si potrà vincere solo con il lavoro comune di scienziati medici oncologici e istituzioni nella consapevolezza che la sinergia rappresenta la chiave di volta per consentire a tutti i pazienti una buona qualità di vita».
«Trenta anni fa - ha proseguito il sottosegretario - riuscivamo a guarire il 20 per cento dei nostri malati. Oggi superiamo il 50 per cento e per alcuni tipi di tumori raggiungiamo percentuali vicine al 100 per cento. I progressi scientifici sono stati possibili grazie all’impegno di migliaia di donne e uomini e agli sforzi delle istituzioni. Questo decreto - ha concluso Cursi - rappresenta un’ulteriore accelerazione che suggella un forte impegno comune e fa ben sperare che questi finanziamenti possano essere garantiti anche nel prossimo futuro».