Cento ovuli di cocaina in pancia, arrestato

Giacomo Legame

Non era affatto, come ha tentato di far credere, un giovane turista interessato solamente alle vestigia romane della Capitale, bensì un corriere con cento ovuli di droga nell’addome.
Così T.A.H., boliviano di venticinque anni, giunto all’aeroporto «Leonardo da Vinci» di Fiumicino da Santa Cruz, via Buenos Aires, è stato tratto in arresto dai finanzieri della Squadra Antidroga e dai funzionari doganali del Servizio di Vigilanza Antifrode dello scalo romano con l’accusa di traffico internazionale di droga.
Accompagnato urgentemente all’ospedale «G.B. Grassi» di Ostia, l’uomo è stato immediatamente sottoposto ai necessari accertamenti clinici che hanno confermato la presenza nella cavità addominale di oltre cento ovuli. Negli involucri era contenuta cocaina purissima, un chilogrammo circa, dal quale si sarebbero ricavate venticinquemila dosi.
Interesse negli investigatori ha destato la circostanza che gli ovuli avevano tutti un peso e una forma perfettamente uguali, indicativa di una sorta di produzione seriale, quasi di tipo industriale.
Dimesso dal nosocomio, dopo aver espulso gli ovuli, il giovane è stato portato al carcere di Civitavecchia, a disposizione della Procura della Repubblica della cittadina laziale.
L’operazione è il frutto della collaborazione tra la Dogana e la Guardia di Finanza di Fiumicino che, dall’inizio dell’anno, ha condotto alla denuncia di settecento persone, di cui cento in stato di arresto, per violazione alla legge sugli stupefacenti, ed al sequestro di oltre cinquecento chilogrammi di droga.