Cento in piazza per far festa alla Vincenzi

Dopo una giornata di sole, nubi minacciose nel tardo pomeriggio si addensano su largo Pertini, proprio mentre Marta Vincenzi e Alessandro Repetto decidono di fare festa per il risultato elettorale ottenuto a Genova e parlano alla piazza: ha inizio la nuova stagione?
La Vincenzi la apre arringando il popolo corso a festeggiare «la prima volta in cui nel capoluogo ligure un sindaco vince al primo turno e al primo mandato», come ricorda Claudio Burlando, facendo battere le mani al centinaio di persone che si accalcano intorno ai due candidati. Una rosa in regalo per Marta che bacia e abbraccia i simpatizzanti, quasi fosse stata una vittoria memorabile: disertano i giovani, che si contano sulle dita di una mano, presenti in massa gli «aficionados« più anziani, con coccarda dell'Ulivo stampata sulla maglietta.
Tanti i volti nuovi della stagione targata Vincenzi, esultano i candidati eletti nelle fila dell'Ulivo in consiglio comunale. Ci sono quelli dell'area moderata, da Gianni Vassallo, che per la nuova stagione ha lasciato la presidenza di Ami, a Paolo Veardo che bacia e abbraccia i suoi elettori, da Giorgio Guerello a Luca Borzani. Mancano i «trombati» della sinistra, solo Salvatore Ottavio Cosma porta in piazza il vessillo dell'Udeur, nonostante resti fuori dai giochi. Molti si sono dileguati.
«Ci sono ancora 14 giorni di lotta dura - annuncia la Vincenzi -, penserò a far vincere Sandro per non lasciare la provincia alla destra», e giù applausi. Repetto capisce che la sua non è una sfida facile e chiama a raccolta i delusi: «Lo abbiamo capito il segnale: sapremo lavorare per voi», è il mea culpa del presidente uscente. «Tornate a votare» è il filrouge nel tam tam della piazza, ma c'è chi dal fondo guarda e scuote la testa, «a votarvi, ancora non ci torno».
C'è chi spera in Fabio Broglia, «persona a me molto simpatica», sorride Repetto, e chi spiega ai due candidati perché la vicina di casa ha scelto di non andare a votare. Tutti pronti per continuare la campagna elettorale del centro sinistra dove la delusione serpeggia ed il tentativo di mascherarla è rappresentato da una piazza semi deserta sulla quale, le note de «Il cielo è sempre più blu» di Rino Gaetano, sembrano cozzare con i risultati elettorali e le previsioni per il prossimo ballottaggio.
«Il Governo deve darci una mano», lavoce è quella del presidente della Regione Claudio Burlando che critica Prodi, «ha dato ai sindacati quello che chiedevano, se lo avesse fatto prima a quest’ora non c’era da sudare».