Cento: «Sarebbe un disastro votare con questa legge»

da Roma

Onorevole Paolo Cento, il governo è finito.
«Mastella si assume una responsabilità enorme, che può portare il Paese nel baratro».
Non ci siamo già?
«Non scherzi, intendo dire che così si apre una stagione di grande difficoltà, con una crisi al buio che può portare a una crisi dell’intero sistema».
Non ci siamo già?
«No, credo che siamo piuttosto a un bivio. C’è nervosismo cui concorrono diversi fattori, legge elettorale compresa. Ma credo che potessimo ancora creare un filo comune, sia sulle riforme sia per mandare avanti il governo. Invece ora, con Mastella, si apre uno scenario pericoloso. Evidentemente si sono mossi interessi grandi... Se cade il governo definitivamente, non vedo alternativa alle elezioni anticipate».
Alle quali andate ognuno per sé, a detta di Veltroni. Uno schiaffo a tutti voi dell’Unione.
«È stato uno schiaffo pesante, quell’uscita. Frutto di uno scivolone, anche perché sarebbe venuta voglia di rispondere: visto che il Pd è così autosufficiente, cominci a governare da solo al Comune di Roma, nelle altre città, nelle Regioni e nelle Province... Ma io credo che Veltroni volesse soltanto esprimere la voglia di saltare in fretta questa stagione. Sono sicuro che tornerà sui suoi passi».
Anche perché se si andasse alle elezioni...
«...Con questa legge si aggraverebbe la crisi del sistema. Ma per farne una nuova, o soltanto per celebrare i referendum, la legislatura dovrebbe continuare. Non credo neppure che ci siano le condizioni politiche per un governo istituzionale, cui siamo contrari».
Eravate asserragliati in trincea, pronti alla pugna per difendere Pecoraro, e invece il fortino era già caduto.
«Be’, il voto sul ministro dell’Ambiente era un voto squisitamente politico. Chi della maggioranza avesse votato contro, si sarebbe assunto una bella responsabilità...».
Mastella ha preso il toro per le corna. Ma non vi ha sorpreso che contro Pecoraro si siano scagliati anche esponenti del Pd?
«Certo. Ma sapevamo che ci sono diverse partite in campo e avevamo contro poteri forti. Per fortuna, erano settori limitati del Pd quelli che giocavano allo sfascio, magari per arrivare a un governo istituzionale».
Rutelli e Polito soprattutto.
«Rutelli era stato reticente, ma si è corretto. Polito poteva tentare di imbavagliare i Verdi ma non la società civile che ci sostiene».
Ma come vi siete spiegati tanto astio nei vostri confronti?
«Pensiamo che ci sia una campagna in atto per mettere in crisi la maggioranza e il governo, come si è visto. Hanno colpito noi Verdi in quanto elemento caratterizzante di una nuova politica. Che coglie il nesso tra ambientalismo ed economia, e cerca di modificare certi meccanismi responsabili addirittura del cambiamento climatico del pianeta».