Cento taxi in colonna: "Riaprite subito via Sarpi"

Protestano contro la zona a traffico limitato che vieta l’ingresso
anche alle auto pubbliche: 700 sono già stati multati Il sindacato
incontrerà l’assessore Croci: «Il Comune ci ha promesso una deroga».
Salvini prepara un’interrogazione

Se non era per un cliente che lo avvertiva di fermarsi all’angolo della strada, Roberto Bertelli si sarebbe preso l’ennesima multa attraversando via Paolo Sarpi. «Sì, perché da quando hanno deciso che anche noi tassisti non potevamo entrare a Chinatown, mica ci hanno avvisati». E lui, di verbali ne deve pagare parecchi. «Mille euro in totale, ma le pare? E la prima sanzione arriva dopo tre mesi». Lunedì mattina, ore 10.30, nel piazzale del Cimitero Monumentale ci saranno state cinquanta, cento auto bianche pronte a sfilare in corteo contro l’estensione del divieto di circolazione ai taxi nel cuore del quartiere cinese. In marcia lungo via Bramante, corso Sempione, bloccando per alcune ore il traffico e poi il comizio conclusivo in Largo Gadda. Protestano contro un provvedimento - unico in Italia, dicono - che prevede una zona a traffico limitato in cui i tassisti non possono accedere. «Vogliamo ribadire il diritto ai cittadini di potersi muovere e tornare a casa tranquillamente - spiega Marco Luisi del Confartigianato taxi -. Disabili, anziani, donne. Ma lei lascerebbe sua figlia sola per strada alle tre del mattino?». Già, perché in base al divieto, le auto bianche devono fermarsi agli angoli degli incroci per evitare le telecamere di Paolo Sarpi e quindi i clienti sono costretti a percorrere il tratto che li separa dalle loro abitazioni a piedi. «Si immagini un’anziana oppure un disabile o una ragazza giovane che torna a casa di notte». È paradossale - aggiungono i promotori della protesta - che in una Ztl sia consentito in determinate ore far passare le merci mentre per i taxi è sempre off limits.
«Tra gennaio e febbraio abbiamo preso circa 700 multe - continua Luisi - contro cui presenteremo ricorso. Poi ci sarà la parte di marzo e aprile. Senza contare che il lavoro diminuisce». La categoria aveva già prospettato all’assessore Croci la possibilità di fare come in corso Garibaldi, ovvero di mettere lungo Paolo Sarpi dei dissuasori di velocità, se la preoccupazione era quella di trasformare il percorso in un’autostrada. Intanto su proposta del Sindacato Italiano Tassisti professionisti, il capogruppo della Lega Matteo Salvini nei prossimi giorni presenterà un’interrogazione perché l’accesso sia riaperto immediatamente. «Domani incontreremo l’assessorato», aggiunge il segretario generale del sindacato artigiani taxisti di Milano e Provincia, Nereo Villa. «Il Comune aveva già annunciato di voler riaprire la strada. Ma a fine anno. Noi lo vogliamo subito, non siamo disposti a lavorare altri sette mesi in queste condizioni con le multe che continuano ad arrivare».
Insomma, ripetono i lavoratori, l’importante è trovare una soluzione: che sia lo «spezzettamento» della via, ovvero un percorso tra le parallele di Paolo Sarpi, o l’accesso diretto con i dissuasori di velocità. Giurano di non aver alcun tipo di pregiudizio. «Sta nell’ordine della cose, il fatto che possano esserci delle complicazioni, ma tutti hanno diritto ad avere un servizio pubblico e in Paolo Sarpi ci sono 50mila persone». In via provvisoria, i taxi potrebbero essere inseriti nel database dei veicoli che possono percorrere le corsie riservate a Chinatown. «Ci vogliono solo dieci minuti, e a costo zero. Basta che la giunta si decida».