Cento volte «sono deficiente»

«Il ragazzino è stato punito perché aveva dato della “femminuccia” a un coetaneo. Magari la punizione sarà discutibile ma certamente la decisione della professoressa ha tutelato una piccola vittima della prepotenza altrui». Così l'avvocato difensore della professoressa palermitana finita sotto processo per avere obbligato l'alunno «vivace» a scrivere 100 volte sul quaderno «sono un deficiente», difende la sua cliente. Un’arringa efficace, l’insegnate è infatti stata assolta in primo grado. Il Pm aveva chiesto la condanna a sei mesi di carcere.