Centomila persone chiedono al vescovo di fare il presidente

da Asunción

In Paraguay sono state raccolte centomila firme per convincere un vescovo a candidarsi alla presidenza nelle elezioni del maggio 2007. E circa 1.500 persone, in maggioranza agricoltori e dirigenti sindacali della sinistra, hanno fondato un movimento per sostenere l’eventuale discesa in campo di Fernando Lugo, vescovo emerito del dipartimento di San Pedro. Nel ricevere la petizione, il 55enne religioso della congregazione del Verbo divino ha annunciato che farà conoscere la sua decisione il 25 dicembre prossimo.
Il nuovo movimento si chiama «Tekojoja» (Giustizia o equità, nell’idioma guaranì). «Accetti, dica sì, non abbia dubbi, si presenti anche se dovrà abbandonare l’abito talare - si legge nella petizione al vescovo Lugo -. Il nostro Paraguay merita una sottana». Chiedendo «un po’ di pazienza» per la risposta, il religioso ha comunque ringraziato per la richiesta: «Mi sento privilegiato - ha aggiunto - per la gentilezza dimostrata, e voglio rispondere con la stessa generosità».
Lugo, principale referente della corrente progressista della Chiesa cattolica del Paraguay, è considerato l’unica persona in grado di coagulare i consensi dell’opposizione per vincere sul Partito Colorado, ininterrottamente al potere dal 1947. Durante la dittatura di Alfredo Stroessner (1954-1989), il padre di Lugo, che era un militante dissidente del partito Colorado, subì venti arresti, e tre fratelli del vescovo emerito furono costretti all’esilio.