In centomila soffriamo il mal di città

Tutta colpa della città. Sì perché se i milanesi sono stressati la responsabilità non è loro, ma dell’ambiente in cui vivono. Lo dicono gli esperti, mica le nonne preoccupate per i nipoti che si sono trasferiti nella metropoli. Sarà il traffico, la nebbia che d’inverno cala sulle strade, o la fretta delle persone che camminano senza neppure guardarsi, sfrecciando veloci verso il lavoro. Sarà... Fatto sta che il «mal di città» ogni anno colpisce 100mila milanesi e almeno altri 500mila lombardi.
Siete già stati contagiati? Non correte in farmacia, i test per l’autodiagnosi non sono ancora stati inventati. Basta fermarsi un attimo e pensare. I sintomi in fondo sono facilmente riconoscibili: umore nero, ansia, dipendenza da alcolici e, nei casi più gravi, anche da sostanze stupefacenti. Ecco i dati dell’Asl di Milano: il numero degli assistiti che tra il 2005 e il 2006 hanno assunto antidepressivi è aumentato del 3,6 per cento e le prescrizioni di questi farmaci sono salite del 2,8 per cento. «Cifre ottimistiche - sostiene Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di psichiatria dell’ospedale Fatebenefratelli - visto che la realtà è ben più grave». Tra le persone più esposte al rischio di contagio, le donne e gli uomini che hanno superato la soglia dei 64 anni. Loro infatti, secondo i medici sarebbero più sensibili all’indifferenza della società. «Rispondere a questa emergenza è possibile - continua Mencacci - l’importante è intercettare i bisogni prima che sia troppo tardi». Non lo diceva già anche un famoso spot televisivo? «Prevenire è meglio che curare».