Centrale, 8 arresti in 4 mesi

Droga, prostituzione, abusivi, graffiti, smog, cemento, degrado. Tanta carne al fuoco per una cinquantina di manifestanti tra cittadini e rappresentanti del centrosinistra milanese scesi, ieri mattina, in mezzo al traffico di corso Buenos Aires e dintorni. Vaso di Pandora scoperchiato per l’occasione dai comitati di quartiere Venezia-Buenos Aires-Tadino-Vitruvio e viale Abruzzi. Capofila del corteo, piuttosto smagliato e si direbbe per pochi «intimi», il consigliere della Lista Ferrante Carlo Montalbetti. Subito all’attacco contro l’amministrazione guidata da Letizia Moratti e le forze dell’ordine, accusati di immobilismo. «Dopo 1.200 firme e 760 giorni aspettiamo la riqualificazione della zona. In via Benedetto Marcello manca verde pubblico e un parco giochi per i bambini, eppure i 400mila euro necessari - ammette l’esponente dell’opposizione a Palazzo Marino - sono già stati stanziati dal Comune». Montalbetti rilancia chiedendo «un calendario di interventi concreti a contrastare l’illegalità; chiederemo domani stesso la convocazione delle commissioni Verde, Lavori pubblici e Arredo urbano». Sempre domani una delegazione di cittadini sarà ricevuta in questura. E poi la proposta, per nulla inedita e destinata a riaprire il dibattito tra le forze politiche, di revisione della legge Merlin che conceda ampie autonomia ai Comuni, compresa la facoltà di sanzionare le prostitute, i loro clienti, e di tassare i guadagni.
La risposta del vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato, non s’è fatta attendere. «I cittadini, così come alcuni esponenti dell’opposizione, devono capire che in Italia la prostituzione è lecita. Le lamentele, allora, vanno indirizzate al governo Prodi, che in venti mesi non è stato in grado di recepire le nostre indicazioni: vietarne l’esercizio in strada». Continua il vicesindaco: «Quanto alla modifica della legge Merlin, il Consiglio dei ministri non ha mai adottato il provvedimento che andava in questa direzione, grazie al parere contrario dei Radicali e di Rifondazione. Da parte nostra, contano i numeri: solo a gennaio 218 clienti multati, 1.092 persone e 1.356 veicoli controllati. Più 900 telecamere installate». Sulla manifestazione De Corato conclude: «Se in un quartiere abitato da migliaia di persone ne scendono in piazza appena qualche decina, sembra proprio un flop».
Il resto della protesta l’ha fatta l’associazione «Milano muri puliti», che in via Tadino ha messo in mano ai residenti ramazze e secchiello, e giù a spazzare marciapiedi e raschiare graffiti. Insomma, «non siamo fantasmi», recita lo slogan con tanto di lenzuolo vivente. Paolo Uguccioni, presidente del comitato Venezia Buenos-Aires, allunga l’elenco degli «ora basta». «Questa è la zona dove si compiono più furti di tutta la città. Meritiamo attenzione e sicurezza, non solo in campagna elettorale». Perché il rischio di strumentalizzare il disagio è sempre dietro l’isolato.