La centrale di polizia aspetta da 4 anni

Una cattedrale nel deserto con gli impianti fuoriuso

(...) cioè da quando i poliziotti s’installano lì per lavorare, nel famigerato ottobre 2003 - la centrale è una cattedrale nel deserto che presenta più problemi di quelli che potrà risolvere. L’allora questore Paolo Scarpis, mostrandola a un gruppo di cronisti, meravigliati da tanta apparente bellezza (è costata circa un milione e 500mila euro) raccomandò loro: «Non scrivete nulla: non la farò inaugurare fino a quando il ministero non la farà mettere a posto, adesso non è a norma».
Infatti la «nuova» centrale operativa, all’alba del 2008, non è mai stata inaugurata. Del resto come si può inaugurare qualcosa che non è a norma al cento per cento? Una circolare del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, datata 15 febbraio 2006 (sono passati ben 2 anni e mezzo da quell’ottobre 2003, ndr) e firmata dal direttore dei lavori, il geometra Riccardo Mauriello (parente di colui che, allora, in via Fatebenefratelli era vicario, Luigi Mauriello) invita l’impresa Mancini di Roma e il collaudatore Corrado Maria Cipriani, dietro segnalazione della questura stessa, a «(...) voler espletare, con ogni dovuta rapidità, un sopralluogo presso la centrale, al fine di verificare quanto segnalato(...)». Infatti, poco meno di un mese prima, il 18 gennaio, l’Ufficio servizi tecnico-logistici della questura, aveva scritto al ministero denunciando che «(...) la situazione del pavimento galleggiante della nuova Cot non è più sostenibile in quanto causa della continua rottura delle mattonelle unita all’impossibilità da parte di questo Ufficio di poterle sostituire, rende il pavimento medesimo impraticabile (...) in caso di mancato e radicale intervento urgente per la sistemazione del predetto problema, non si esclude che la centrale operativa possa essere dichiarata impraticabile».
Da allora, abbiamo controllato, qualche piastrella del pavimento galleggiante è stata sistemata (ma non tutte, basta andare a vedere!), così come quello sgabuzzino che era il «nuovo» ufficio di coordinamento è stato completamente rifatto e allargato nel 2004 (non ci stavano nemmeno le scrivanie!). Tuttavia la sicurezza della centrale è inesistente: chiunque può accedervi senza controllo dato che non funzionano i sistemi di apertura elettronici delle porte e la sistemazione logistica dei centralinisti e del capo turno della radio è ancora quella criticata dall’ex dirigente.
Ma non basta. Il sistema di radio-localizzazione delle pochissime autovetture efficienti non ha mai funzionato. Del resto cosa pretendere se, all’interno della struttura, anche la stampante viaggia a mezzo servizio? Per non parlare, poi, delle porte dei bagni, degli arredi degli uffici o del testo del codice penale che, in centrale, non c’è. Infine il locale per le macchinette del caffè dove la luce elettrica è inesistente. E non, badate bene, perché bruciatasi una lampadina, non l’hanno più sostituita, ma perché... È stato progettato senza la plafoniera per le luci! «Così, di sera e di notte, il caffè si beve al buio. Che atmosfera!» commentano esasperati i poliziotti.