Centrale, restauri su vetrate e padiglione reale

Nell’edificio nasceranno negozi, ristoranti e librerie. Ci sarà anche un centro per accogliere i turisti

Laura Sonzogni

La stazione centrale cambia volto per trasformarsi in una città nella città, in un luogo che non sia solo di passaggio ma dove sia possibile fermarsi a fare acquisti, cenare e trascorrere delle ore piacevoli.
Un restyling che si concluderà entro il 2008 e che richiederà un investimento complessivo di 100 milioni di euro, 20 solo per il restauro di alcune zone di alto valore artistico: «La stazione è il primo momento d’incontro con la città e rimane nella memoria - ha dichiarato il vicesindaco Riccardo De Corato, intervenuto alla presentazione del documentario «In viaggio alla scoperta di Milano centrale», curato da Alberto Angela -. Stiamo facendo un grosso sforzo per renderla più bella e più sicura». Già in questi giorni le piazze che circondano la stazione - Duca d’Aosta, 4 Novembre e Luigi di Savoia - sono state illuminate a giorno e in via Ferrante Aporti e Tonale sono partiti i lavori di pulizia dei sottopassaggi, mai effettuati dal dopoguerra ad oggi.
Gli interventi - ha spiegato Enrico Aliotti, a.d. di Grandi Stazioni, società che si occuperà della riqualificazione - si muoveranno lungo due direttrici: il recupero del patrimonio artistico del passato e, nel contempo, e l’introduzione di innovazioni che guardino al futuro e ricalchino il modello europeo. Al via dunque il restauro delle vetrate della galleria di testa e quello del padiglione reale, ma anche la costruzione di nuove scale mobili e il potenziamento del sistema di telecamere che sarà gestito da una camera di controllo. Spostati altrove i chioschi, il complesso ferroviario si arricchirà di negozi e altre attività commerciali: «Purtroppo oggi prevale un’immagine negativa della stazione - ha spiegato De Corato -. Ma le esperienze già vissute da altre importanti stazioni ci insegna che boutique, ristoranti, librerie hanno reso questi luoghi più vivibili ma anche più sicuri». Un fattore, ha sottolineato il vicesindaco, di cui beneficeranno non solo i passeggeri che ogni giorno partono e arrivano in Centrale, ma anche i 250mila abitanti delle zone circostanti.
«La stazione è la vetrina di Milano - gli ha fatto eco il collega Massimiliano Orsatti, assessore al turismo -. Chi arriva qui si trova di fronte una doppia realtà: da un lato un monumento che tutto il mondo ci invidia, dall’altro una situazione difficile da gestire in termini di sicurezza».
Tra gli obbiettivi cari all’amministrazione comunale c’è anche la costruzione di un vero e proprio centro di accoglienza che incentivi il turismo nella città meneghina: «Il mio auspicio - ha detto Orsatti - è che il piccolo sportello odierno si trasformi e diventi uno spazio in cui chi arriva possa avere subito una visione della città ed essere informato su tutto quanto accadrà nei giorni successivi».
«È una sfida importante per Milano - ha concluso De Corato - anche se, come accade per tutti i grandi cantieri, causerà inevitabilmente dei disagi alla cittadinanza». Un piccolo prezzo da pagare per la rinascita di un monumento ristrutturato dall’architetto Ulisse Stacchini nel 1914, quando il transito giornaliero non superava le 10mila persone, e che ora ospita fino a 320 mila persone al giorno, per un totale di 120 milioni di passeggeri all’anno.