Centri sociali e no global «padroni» di un’intera strada

(...) Lungo la stessa strada dove all’indomani dell’attentato del 17 settembre 2009 a Kabul nel quale persero la vita sei militari, era comparsa quella scritta terribile «- 6». Ora sui muri dei palazzi, da poco meno di un mese i no global hanno disegnato un gigantesco murales che copre quasi la metà delle vetrine. «Volks Writez» hanno vergato. E poco prima, una grande parete rossa con lo slogan: «Ognuno deve fare qualcosa per fare in modo che alcuni di noi non siano costretti a dare tutto. A Carlo». Giuliani, sottinteso. Poi in successione, i loro locali con le insegne di «Indymedia», «Hampy Dumpty» e «Aut Aut 357». Come se davvero la strada fosse di loro proprietà. Ci scrive un nostro lettore: «Non avevo ancora avuto la fortuna di vedere dal vivo lo scempio di via delle Fontane. Già era riprovevoli le “pitture” limitate ai fondi occupati (o in affitto?). Dico come è possibile che non siano stati notati e fermati. Non penso ci sia voluto poco tempo per compiere tutto quel po po di roba lunga quanto? Trenta, quaranta metri? E per di più vicino a zone importanti, vicino alle Porte dei Vacca, davanti a zona Expo-Acquario, piazza della Nunziata e via Balbi. Davvero una vergogna e uno scempio». Ma, così come ci segnalano anche altri lettori, il punto sta anche nell’eccessiva tolleranza del Comune. Continua la missiva del lettore: «Non si può permettere e per di più non coprire e ripulire tutto subito. Stiamo concedendo troppo a certi elementi e certi nostri governi o parti politiche non sanno fronteggiare od opporsi forse per paura di perdere chissà che. Vergogna Genova, povera Genova. Davvero una lenta inesorabile agonia».