IN CENTRO al bazar vù cumprà

Da piazza San Babila all’ingresso del Castello Sforzesco si può contare su oltre due chilometri di «spazio espositivo». Non si tratta di un innovativo progetto per l’Expo ma il «centro commerciale» degli abusivi, già aperto ogni giorno all’ombra della Madonnina. Nei week end e soprattutto in quest’ultimo ponte del 1° maggio, centinaia di immigrati hanno invaso ogni centimetro quadrato a disposizione. Qui, indisturbati o quasi, hanno potuto mettere in bella mostra e piazzare a prezzi sempre più competitivi il vasto campionario di taroccamenti e contraffazioni d’ogni specie. Ecco un elenco solo parziale: ombrelli, occhiali da sole, vestiti, giornali, giocattoli, bigiotteria e le solite, immancabili, borse. E mentre Comune e forze dell’ordine si sforzano di arginare il fenomeno mettendo in campo decine di agenti nelle aree interessate dall’assedio dei «vù cumprà», le stime parlano di 500 milioni di danni all’anno per l’economia lombarda, la metà dei quali per le imprese milanesi.