Centro chiuso per ferie. Il Comune: «Basta»

NEGOZI Deserto d’agosto. Anche ristoranti e boutique abbassano le
serrande. L’assessore: «Servono più regole nei luoghi turistici». L'Unione del commercio: «I turni dei dipendenti per tutto il mese sono un costo troppo alto»

Niente di personale. Ma le serrande abbassate e quel cartello che dà l’arrivederci al 30 agosto hanno fatto storcere il naso al neo assessore al Commercio, Franco D’Alfonso. Ingresso della Galleria Vittorio Emanuele, lo storico Caffè Zucca anche quest’anno chiude dal 30 luglio al 29 agosto, «per un meritato periodo di riposo dei titolari e dei collaboratori». Anche quest’anno. Ma dalla prossima estate (magari prima) il Comune potrebbe «regolare» le ferie dei bar, ristoranti e negozi che hanno vetrine di spicco in città. «In futuro - ammette l’assessore - dovremo ragionare su come porre dei vincoli alle chiusure dei locali in luoghi importanti per il turismo e l’immagine di Milano».
Non solo piazza Duomo, il riferimento dell’assessore è anche a «agli assi commerciali nel loro insieme» come corso Vittorio Emanuele o Buenos Aires, che «dovranno mantenere tale denominazione anche nei mesi tradizionalmente di vacanza, e garantire quindi le aperture e con un assortimento adeguato, non penso solo a bar, ristoranti o negozi di abbigliamento, ma anche a librerie e altre tipologie». Prudente l’Unione del commercio. Giorgio Montingelli, delegato dell’associazione per il territorio, pensando alla Galleria ricorda che «gli affitti dopo l’aggiornamento dei contratti sono molto elevati, se un locale storico è ancora a conduzione familiare fatica a garantire una turnazione e a coprire il costo del personale tutto agosto: si possono trovare forme di accordo sulle aperture, ma fronte di aiuti da parte del Comune».
Come rappresentante del Coordinamento delle associazioni di via, Montingelli anticipa che nella settimana centrale del ferragosto «faremo un censimento dei negozi ed esercizi commerciali che sono effettivamente aperti e rendono un servizio, a settembre consegneremo una pergamena ai più virtuosi». Ma al momento gli incassi registrano un più dieci per cento rispetto allo scorso agosto, segno che meno cittadini sono partiti per le ferie (come è confermato anche dai rilievi dell’Osservatorio di Milano) e questo induce i commercianti a rivedere i turni e limare la chiusura per garantirsi l’incasso.
Saranno sempre aperte ad agosto, molte anche la domenica, le aziende che aderiscono a Federdistribuzione (l’elenco è sul sito www.federdistribuzione.it): tra centri commerciali, super, discount e grani magazzini, a Milano nel mese di agosto lavoreranno regolarmente 257 negozi (circa il 75% degli associati), 176 alimentari e 81 non. Ben 160 di questi garantiranno anche il servizio a domicilio. «Le aziende che aderiscono al nostro circuito - riferisce il presidente Giovanni Cobolli Gigli - si sono assunte l’impegno di garantire l’apertura nei periodi in cui storicamente le città sono meno popolate, anche per offrire sollievo all’afa e un punto di aggregazione».
Continua a dare segni di instabilità la guida on line del Comune. «Milano aperta d’agosto»? Non sembrerebbe, visto che anche ieri gli alimentari al lavoro in città risultavano appena quattro, quindici i negozi di abbigliamento.