Centro Est, ora è la sinistra a perdere i pezzi Il consigliere marocchino deve attendere

Si chiama Rehhal Oudhough, è di origine marocchine e fa l'infermiere all'ospedale Galliera di Genova. Toccherà a lui salvare il Municipio Centro-Est da un nuovo rischio commissariamento dopo il ribaltone del centrosinistra dello scorso 20 aprile che ha portato all'elezione di Michele Razeti (Pd). Un successo ottenuto solo grazie a una scheda nulla. Un inaspettato regalo di qualche consigliere del centrodestra (di cui si cerca ancora di individuare la mano), considerata la situazione di parità (12 a 12) tra maggioranza e opposizione. Ma l'idillio per Razeti è durato meno di due mesi. Questa volta ci ha pensato il consigliere Davide Traverso (Rifondazione) a mettere in difficoltà la sua stessa maggioranza rassegnando le dimissioni. «Motivi personali», assicura Razeti che di colpo ha scoperto di essere sì il presidente, ma di minoranza. Lo ha scoperto mercoledì sera a villa Piaggio, nella sede del consiglio del Municipio. Al quarto punto dell'ordine del giorno c'è la «surroga del consigliere Davide Traverso». Servono almeno dodici consiglieri. L'ex presidente Aldo Siri (Lista Biasotti) abbandona l'aula insieme alla Lega Nord rappresentata da Milena Pizzolo e Giannalberto Conte. Il resto del centrodestra prima si riunisce, poi decide di far mancare il numero legale. Razeti, rimane con soli 9 consiglieri (il capogruppo del Pd, Giuliano Bellezza, e Emanuele Russo dell'Udc sono assenti) e deve chiudere la seduta. Immediata la girandola di accuse nel municipio che più volte ha rischiato il commissariamento: dal giorno della sfiducia del presidente Aldo Siri (Lista Biasotti) alla caduta del suo successore, l'arancione Enrico Cimaschi. «Non so se arriverò alla fine del mandato anche se il lavoro è molto bello», lo scoramento dell'assessore Paola Ravera (Idv). «Non si può speculare sulla surroga di un consigliere che abbandona l'incarico per questioni personali», attacca invece Giuliano Bellezza. Mentre Razeti lancia la provocazione: «Non riesco neanche a immaginare che qualcuno si opponga alla nomina per motivi che esulano la politica ma solo per impedire l'ingresso di un cittadino italiano, anche se nato sull'altra sponda del mediterraneo». Immediata la smentita di Vincenzo Falcone (An): «Io e altri consiglieri del centrodestra abbiamo stretto la mano a Rehhal e gli abbiamo dato il benvenuto». Insomma, una questione puramente politica per segnalare il fatto che «il centrosinistra non ha i numeri per governare», spiega Cimaschi. Tanto più, aggiunge il consigliere, che «nella maggioranza erano assenti il capogruppo del principale partito e il consigliere delegato dell'Udc». Presente invece, per tutta la seduta, Rehhal Oudhough che dopo aver imparato perfettamente l'italiano da mercoledì ha iniziato a masticare anche un po' di politica.