Il centro storico assediato dai mendicanti storpi

Organizzazioni senza scrupoli sfruttano i poveri con menomazioni fisiche Nonostante la gang sgominata due anni fa, l’attività è tornata a regime

Andrea Cionci

Schiavi al centro di Roma: tra piazza Navona e piazza Farnese, bambini, handicappati, anche animali, vengono sfruttati per l’accattonaggio. Le notti turbolente di Campo de’ Fiori e dintorni sono ben note, ma anche la situazione diurna della zona presenta gravi problemi di ordine pubblico che rimangono senza soluzione. Dalla mattina al tramonto, soprattutto nei festivi, decine di poveri storpi e mutilati chiedono la carità per le vie; alcuni di loro si inginocchiano per terra esibendo gli impressionanti moncherini o gli effetti di malattie dermatologiche deturpanti, altri vagano per le strade zoppicando sulle stampelle o trascinandosi penosamente su tavolette a rotelle.
Già due anni fa la polizia arrestò alcuni romeni che sfruttavano queste persone. I disabili venivano selezionati in Romania secondo l’evidenza delle loro menomazioni, fatti entrare clandestinamente in Italia e alloggiati in capannoni, per poi essere sguinzagliati per le strade più affollate del centro. Nonostante gli arresti, dopo qualche mese l’attività era ritornata a pieno regime e alcuni residenti hanno ricominciato ad avvistare a corso Vittorio il furgone che scarica tali persone menomate sul «posto di lavoro».
Accanto ai mendicanti, sono molto attivi nella zona i venditori abusivi - africani ed asiatici, anch’essi gestiti dai loro sfruttatori - che tappezzano il selciato con lenzuoli traboccanti di pashmine, borse e occhiali da sole taroccati, impedendo a volte persino la normale circolazione dei passanti. Il 10 aprile, in via dei Giubbonari, Italia Nostra ne ha rilevati ben quarantasei, tutti attrezzati con bancarelle di cartone portatili, leggere e funzionali per un eventuale rapido spostamento. Tra le bancarelle improvvisate degli abusivi, madri zingare chiedono l’elemosina con bambini di pochi anni in braccio. La polizia ha ricevuto il parere di un pediatra che spiegava come i bambini vengano drogati di Valium. Benché di tale pratica si mormori da tempo, ancora non esistono prove documentate. Del resto, è sotto gli occhi di tutti come tali bambini siano sempre stranamente sonnolenti in pieno giorno.
I punkabbestia presidiano giornalmente Ponte Sisto chiedendo l’elemosina. Costoro vengono segnalati ai carabinieri perché non di rado molestano i passanti; allontanati, ritornano ogni volta. Mentre espongono i cuccioli per muovere a compassione i passanti, i punkabbestia lasciano liberi i grossi cani adulti, completamente privi di guinzaglio e museruola.
L’inquinamento acustico non è caratteristica unicamente notturna della zona: mattina e pomeriggio, davanti ai ristoranti di Campo de’ Fiori, squillanti orchestrine rom, composte da 5-6 elementi, suonano a ripetizione un repertorio fisso, il Tico-tico, il tango della pubblicità di un noto liquore e altri accattivanti motivetti di cui i residenti hanno una comprensibile sazietà. Alla musica si aggiungono le grida belluine di un’anziana donna con problemi mentali, che gravita intorno a piazza Farnese. Uno zingarello di 8-10 anni è costretto a massacrarsi la laringe cantando a squarciagola «O’ Sole mio», accompagnato dal padre con la fisarmonica. «Bisognerebbe coinvolgere gli stessi residenti nel controllo di questi abusi e sfruttamenti - dice Gemma Mezza, consigliere di Italia Nostra che alle scorse municipali era candidata di An al I municipio - magari mettendo a disposizione del pubblico un numero telefonico cui il singolo cittadino possa rivolgersi per denunciare ogni diversa tipologia di illecito. Soprattutto occorre far applicare rigorosamente le norme vigenti grazie ad un reale coordinamento tra vigili urbani, carabinieri, polizia e guardia di finanza. Sulle associazioni dei residenti non si può far riferimento poiché sono poche e non coordinate tra loro, quando non simpatizzano politicamente con l’amministrazione comunale. I singoli cittadini residenti si sentono generalmente abbandonati dalle forze dell’ordine, la cui possibilità di intervento è limitata sia dalla carenza delle leggi - basti pensare all’abolizione del reato di accattonaggio - sia dalla mancanza di una reale volontà politica di risolvere i problemi di questa zona».