Il Centro svizzero sarà messo in vendita

Con tutta probabilità, il Centro Svizzero di Milano sarà venduto. L'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (Ufcl) intende disfarsi del più grande edificio della Confederazione all'estero perché giudica insufficienti gli introiti derivanti dall’affitto. Durante i prossimi giorni, l’Ufcl avvierà i negoziati con l'Associazione svizzera di Milano, che aveva regalato il terreno alla Confederazione. Il portavoce del dipartimento federale, Dieter Leutwyler ha precisato che il consolato e gli altri enti elvetici potranno restare nell'edificio, stipulando un contratto d'affitto. Una decisione, quella dell’Ufcl che non viene vista di buon grado dal presidente dell'organizzazione degli svizzeri in Italia, Roberto Engeler, il quale ha dichiarato al quotidiano zurighese Tages-Anzeiger che l'edificio, che è stato completamente rinnovato, frutta utili. Per Engeler, con vendita dell’immobile, la Svizzera si priverebbe del suo «punto di cristallizzazione» nel capoluogo lombardo. Oltre al Consolato generale di Svizzera, nel complesso che si affaccia tra piazza Cavour e i giardini di Via Palestro sono insediati il Centro culturale svizzero, la Camera di commercio svizzera in Italia, Svizzera Turismo, la Società svizzera, la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana e la Scuola svizzera. Il complesso fu progettato dall'architetto Armin Meili, già direttore dell'Esposizione nazionale del 1939 di Zurigo. La costruzione del primo degli edifici, la cosiddetta «Casa Bassa», ha avuto inizio nel 1949 sul terreno dell'antico albergo Cavour, l'hotel di Gabriele d'Annunzio, e fu inaugurata nel 1951. L'anno successivo, completati i lavori del secondo blocco, fu inaugurata «La Torre» di 20 piani, alta 80 metri.