Centro trapianti di fegato: chiesta l’audizione dei dirigenti Ifo

Centinaia di medici degli Ifo, gli Istituti fisioterapici ospitalieri che comprendono il Regina Elena e il San Gallicano, sono preoccupati per le sorti delle due strutture di ricerca e cura, alla luce delle decisioni della Regione che intende smembrare il centro trapianti di fegato. È quanto emerge da un documento che gli stessi medici hanno consegnato ai senatori Antonio Tomassini, Cesare Cursi e Paola Binetti durante l’ispezione della Commissione d’inchiesta sugli ospedali. I membri della commissione hanno visitato quasi tutti i reparti del Centro per la lotta ai tumori di Mostacciano e hanno avuto incontri con tutti i dirigenti del Regina Elena, del San Gallicano, con i rappresentanti sindacali della Cimo e dell’Anaao. «Oltre allo sconcerto e alle legittime preoccupazioni di tutto il personale sanitario per i trasferimenti - ha spiegato Cesare Cursi - abbiamo anche raccolto i timori di alcuni dirigenti per il rischio di depauperamento degli istituti di ricerca scientifica e cura. Ci è stato segnalato, per esempio, il funzionamento a singhiozzo delle due Pet (macchinari molto avanzati per effettuare tomografie a emissione di positroni, ndr) in servizio al Regina Elena». «È un vero peccato, soprattutto se si pensa - sottolinea il senatore di An - che nel Lazio ce ne sono cinque in tutto. Anche i sindacati hanno espresso preoccupazioni per il piano di riorganizzazione della Regione».
La questione sta agitando le acque anche alla Regione, dove Stefano De Lillo (Forza Italia), vicepresidente della commissione Sanità, ha chiesto di convocare in audizione i direttori generali degli Istituti fisioterapici ospedalieri e dell’Istituto Regina Elena per chiarire la vicenda del trasferimento del centro trapianti. «Abbiamo verificato la volontà della Regione di sopprimere l’unità di trapianto del fegato esistente presso l’Istituto Regina Elena - aggiunge De Lillo - e costituire presso l’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini un analogo centro trapianti. Secondo quanto previsto dai vertici regionali, i dirigenti medici verrebbero trasferiti da una struttura all’altra in contrasto con la normativa vigente che prevede il trasferimento da una azienda all’altra soltanto tramite domanda di mobilità volontaria e concorso pubblico».