Centrodestra compatto: proposta concreta

Adalberto Signore

da Roma

Sul fatto che Berlusconi avesse davvero concordato con gli alleati il coup de théâtre con cui ha chiuso il confronto con Prodi resta ancora qualche dubbio. Di certo, però, c’è che la proposta di abolire l’Ici è stata accolta nella Casa delle libertà da un coro di consensi. A partire dai leader.
Il più soddisfatto sembra Gianfranco Fini perché, spiega il vicepremier, «da tempo An insisteva sulla possibilità di cancellare l’Ici sulla prima casa». Una proposta «fattibile», dice il ministro degli Esteri, perché «non è vero che obbligherebbe i Comuni a tagliare le spese sociali». Insomma, su questo l’Unione sta facendo solo «terrorismo psicologico». D’accordo pure Pier Ferdinando Casini che definisce quella del premier «un’ipotesi concreta». E, aggiunge il leader dell’Udc, «nel solco di quanto si propone di fare la Cdl». Per il presidente della Camera, dunque, ben venga «tutto ciò che va nella direzione di salvaguardare il risparmio». Sulla stessa linea anche la Lega. «L’abolizione dell’Ici - dicono Roberto Maroni e Roberto Calderoli - noi la proponemmo già nel 2001».
A entrare nel merito della proposta è Giulio Tremonti. «L’Ici sulla prima casa - spiega il ministro dell’Economia - grossomodo dà un gettito di due miliardi di euro, quindi rispetto al gran totale delle tasse che lo Stato riscuote, è uno 0,3 per cento. Una cifra modesta per lo Stato, ma molto grande per la piccola gente». I fondi, spiega, arriveranno dalla «lotta all’evasione fiscale, dalla cessione del patrimonio dello Stato e da economie amministrative e contabili». E quindi «i Comuni non devono temere tagli».
Compatto, dicevamo, il centrodestra. Da Forza Italia arriva il plauso del presidente del Senato Marcello Pera, che parla di «impegno preciso». Secondo il coordinatore azzurro Sandro Bondi, invece, quello che «può essere apparso un colpo ad effetto» è stato «un tema lungamente riflettuto in modo da avanzare una proposta seria». Un’idea «praticabile», spiega il vicecoordinatore Farizio Cicchitto. «Basti pensare - dice - che per il cuneo fiscale ci vogliono 10 miliardi di euro, per l’Ici ne bastano tre». D’accordo pure i ministri Claudio Scajola e Enrico La Loggia e il capogruppo all’Europarlamento Antonio Tajani. E di abolizione «opportuna e fattibile» parla anche Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori liberali. Sulla stessa linea An. «L’abolizione dell’Ici - dice il ministro Gianni Alemanno - è una nostra richiesta da sempre perché si tratta di eliminare la finzione per cui la casa dove una persona abita sia una fonte di reddito». Parla di «obiettivo serio» il capogruppo al Senato Domenico Nania. Mentre per il ministro Mario Landolfi è «una proposta finalizzata a tutelare i cittadini consumatori».
D’accordo pure l’Udc. Perché, spiega il segretario Lorenzo Cesa, «è ingiusto pagare una tassa per una casa nella quale si abita e che non dà reddito». Più prudente Marco Follini, per il quale la proposta «è da approfondire» perché bisogna «capire bene quale sarà la copertura». Simile il ragionamento di Bruno Tabacci: «È una misura che si può introdurre a patto che si pensi a un meccanismo fiscale tale da consentire il recupero della base imponibile aggredendo l’ampia quota di sommerso».
Dalla Lega, invece, oltre al plauso del ministro del Welfare Maroni e del coordinatore delle segreterie Calderoli arriva anche il commento favorevole di Roberto Castelli. «La proposta - dice il Guardasigilli - non è un ballon d’essai perché sono state studiate le coperture». «L’Ici - gli fa eco il sottosegretario alle Attività produttive Roberto Cota - è una tassa ingiusta ed è giusto abolirla».