Il centrodestra difende l’ex ministro Pisanu contro il film di Deaglio sulle elezioni. «È l’occasione per ottenere finalmente il riconteggio: scopriranno che abbiamo vinto noi» Berlusconi sui brogli: «Boomerang per la sinistra» Il leader della Cdl:

Adalberto Signore

da Roma

«È così... allora battiamo sul riconteggio delle schede. E stiamo a vedere se alla fine questa bufala di Deaglio non diventa un boomerang per il centrosinistra...». Pubblicamente, Berlusconi sceglie la via del silenzio. Ma chi lo sente nelle ultime 48 ore lo definisce «indignato» e «disgustato» dal film-documento di Deaglio e Cremagnani in cui si ipotizza l’esistenza di un software che avrebbe modificato le schede bianche in voti per Forza Italia. Con tanto di «supervisione» dell’allora ministro dell’Interno Pisanu. Un’ipotesi che secondo Berlusconi «non è solo fantasiosa» ma «una vera e propria truffa». Anche perché, ripeteva ieri ai suoi l’ex premier, «non è un segreto il fatto che il Viminale non svolga alcun ruolo attivo né nel conteggio né nella raccolta delle schede». Così, agli azzurri il Cavaliere dà mandato di «andare fino in fondo» e «fare di tutto affinché si arrivi a questo benedetto riconteggio» perché a questo punto «si tratta di legittima difesa». Di «riconteggio doveroso» parla pure il leader di An Fini, convinto che il film di Deaglio sia solo un tentativo di «intossicare il clima politico».
Il centrodestra, dunque, fa quadrato intorno a Pisanu e punta l’indice contro Deaglio. Con l’obiettivo di sfruttare la polemica che si è aperta sul film-documentario del direttore di Diario per riuscire «finalmente» ad ottenere che le giunte per le Elezioni procedano al riconteggio. Da parte sua, l’ex ministro dell’Interno si chiama fuori dalla querelle perché, spiega, «non voglio prestarmi a una operazione di propaganda per un filmetto che altrimenti sarebbe passato sotto silenzio». Comunque, chiosa, «ride bene chi ride ultimo». Polemizza, invece, Bondi che se la prende con le «gravissime affermazioni» di Bertinotti («escludo che le prove possano avere influenza sul risultato elettorale»). In questo modo, attacca il coordinatore di Forza Italia, «dichiara, bontà sua, che le elezioni sono comunque legittime, un ribaltamento della realtà cui è grave si presti il presidente della Camera». Identico ragionamento lo fa Fontana, membro della giunta per le Elezioni della Camera: «Prima di parlare avrebbe dovuto informarsi meglio visto che non ha detto l’unica cosa che avrebbe dovuto dire: si dia corso, come da sette mesi chiediamo, alla verifica nazionale delle schede». Di «grande montatura costruita ad arte per fare opera di depistaggio sulle richieste della Cdl», parla invece Bonaiuti. Mentre il vicecoordinatore azzurro Cicchitto «sfida» l’Unione «a procedere al riesame di tutte le schede, non solo di quelle bianche, in modo da verificare quali siano i risultati reali». «Ma vi sembra possibile - ironizza il vicepresidente di Forza Italia, Tremonti - che uno faccia dei brogli per perdere di 27mila voti? È una balla assurda». E pure per Schifani «Deaglio ha preso un abbaglio» che però «potrebbe essere utile». «Se il suo documentario servisse ad ottenere che le Giunte per le elezioni decidessero di procedere al riconteggio - dice il capogruppo di Forza Italia al Senato - ne saremmo solo felici». «Il broglio descritto da Deaglio - gli fa eco Malan - equivale a truccare le partite di calcio alterando i risultati sul giornale». «Quanto a noi - aggiunge il capogruppo azzurro alla giunta delle Elezioni del Senato - è dal 10 aprile che chiediamo il riconteggio e riceviamo dalla sinistra solo sbeffeggiamenti». Un riconteggio, aggiunge la Carfagna, che «finora ci è stato impedito». Visto che, spiega la Carlucci, «il primo a chiedere la verifica fu Berlusconi». Il film, chiosa l’azzurra Bertolini, «è solo un altro polverone creato ad arte per far dimenticare i disastri della Finanziaria sanguisuga». Taglia corto Giacomoni: «I brogli li fa chi vince».
Da An si alzano anche le voci del capogruppo al Senato Matteoli («sui controlli l’Unione finora ha fatto ostruzionismo») e della Meloni. Bertinotti, dice il vicepresidente della Camera, «ha placato i toni», «consapevole» del rischio di ricontare le schede. «La sinistra - chiosa Gasparri - vuole ribaltare la realtà». «Un’azione di disinformatia da manuale sovietico», aggiunge Urso.
Chiede il riconteggio «fino all’ultima scheda» anche il segretario dell’Udc Cesa perché «non si è mai visto che chi fa i brogli poi perde». E sulla stessa linea sono Ronconi e Giovanardi.
Affonda la Lega. «I brogli - attacca Bossi - li ha fatti la sinistra». E, aggiunge il vicepresidente del Senato Calderoli, «paradossalmente l’irreality di Deaglio accelererà le operazioni di verifica» visto che «le schede vanno ricontate tutte». È l’Unione, accusa Cota, che «rigira la frittata». Mentre il presidente del Carroccio Alessandri chiede «un riconteggio a tappeto».
Anche perché, dice il segretario della Dc Rotondi, «una verifica andrebbe tutta a vantaggio del centrodestra».