Da centrodestra e Margherita «no» al registro sui Pacs in XI municipio

Ora Smeriglio promette una resa dei conti all’interno dell’Unione. «In quest’aula - ha detto ieri - ha vinto la Cei»

Silvia Marchetti

Addio coppie di fatto, almeno nell’XI municipio. Ieri è stata votata la proposta di delibera per l’istituzione del registro delle unioni civili e la maggioranza si è spaccata. Alla fine di una travagliata discussione, dopo aver chiesto invano il ritiro del testo, i quattro consiglieri della Margherita hanno votato «no» insieme con Alleanza nazionale e Forza Italia, contribuendo così ad affossare un provvedimento fortemente voluto dal presidente di Rifondazione Massimiliano Smeriglio. Il quale avrebbe fatto il passo più lungo della gamba con la decisione di seguire l’esempio del suo compagno di partito Stefano Medici, a capo del X municipio, che alcuni giorni fa ha istituito il primo registro romano delle unioni di fatto.
Alla vigilia del voto i centristi - che già non avevano sottoscritto la proposta di delibera - erano a dir poco in difficoltà: bocche rigorosamente cucite su un tema delicatissimo per l’Unione. Insomma, un bello schiaffo per Smeriglio, che paga cara l’assenza di un confronto costruttivo interno alla maggioranza e che ora dovrà riporre nel cassetto la sua bandiera elettorale.
Il voto contrario dei centristi appare come la risposta alla bacchettata della collega di partito e vice-sindaco Maria Pia Garavaglia alle stravaganze di Rifondazione. Un ammonimento che era seguito alle dure parole del cardinale Ruini. Il tema Pacs rischia così di infiammare i rapporti interni alla sinistra in vista delle prossime elezioni. Veltroni sabato non sarà al Pacs Day.
L’opposizione esulta. «Siamo di fronte a una grande sconfitta di Smeriglio - affermano il consigliere comunale Marco Marsilio e Glauco Rosati, capogruppo di An in municipio - che ha lanciato una sfida più grande di lui. Finalmente i cattolici e i moderati della Margherita hanno fatto i conti con la loro coscienza. Questa bocciatura è sintomatica delle difficoltà dell’Unione, un voto significativo a livello nazionale». L’obiettivo vero della delibera, non potendo di fatto il municipio concedere lo status giuridico alle unioni civili, era quello di «fare pubblicità» sensibilizzando l’opinione pubblica sul tema delle unioni civili. Ossia «promuovere la conoscenza del registro presso i cittadini» anche tramite «avvisi da affiggere nel territorio e da inserire sul sito internet del municipio». «Una battaglia pubblicitaria, - continuano Marsilio e Rosati - ma ora Smeriglio dovrà fare i conti con i centristi perché non sembra disposto a gettare la spugna sulle coppie di fatto».
«In questa aula - ha tuonato, infatti, Smeriglio - si rompe il patto dell’Unione e si assiste a una violazione del programma di governo su cui in primavera ci si presenterà agli elettori. In questa aula vince Ruini e il progetto neo-centrista. Sono certo che senza la massiccia offensiva mediatica di questi giorni il risultato sarebbe stato diverso». Sotto accusa il vice sindaco di Roma Maria Pia Garavaglia che, per Smeriglio, «sta facendo il portavoce del Vaticano». Il presidente ha comunque annunciato una resa dei conti: nei prossimi giorni si terrà in aula un ordine del giorno sui Pacs.