Centrodestra in fibrillazione per il Pdl

Lega e Udc puntano i piedi, An possibilista, "mettendo al centro i programmi". E in Forza Italia si apre il dibattito, ma "deciderà Berlusconi"

Roma - Berlusconi sta tentando di tracciare il solco del partito unico del centrodestra, portando a termine quel processo di sintesi e di rinnovamento della politica avviato sin dalla sua discesa in campo, nel gennaio del 1994. Lo sforzo del Cavaliere, però, incontra inevitabili resistenze. A muovere alcune critiche oggi è il turno del presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione: "Ricucinando sempre gli stessi avanzi, non viene fuori una buona minestra". L’ex ministro dice no al progetto caldeggiato dal Cavaliere e punta ad altro: "Andare oltre l’Udc" e aprire le porte al popolo del 'Family day'. Se vogliamo veramente innovare, dobbiamo dare spazio alle leve nuove, portare in politica forza nuova e attingerla dalla società civile". Il Partito della libertà non lo convince e spiega: se il Cavaliere lo fa, vuol dire anche che "l’esperienza di Forza Italia entra in crisi", favorendo così il passaggio dalla nostra parte di tanti del movimento azzurro, soprattutto ex dc. Ma, precisa, "quando parlo di società civile, non ne parlo in generale. Chiarisco: c’è qualcuno che vuole impegnarsi per un’idea? Secondo me c’è e sono più di uno: è il popolo del Family day. Non esiste politica senza un popolo e quel popolo ce l’abbiamo: è quello del Family day. Se vogliano innovare - insiste - occorre far entrare aria nuova. Dobbiamo andare oltre l’Udc e aprire le porte alla gente del Family Day. Questo - dice - lo trovo molto più interessante del Partito della libertà. Lo facciamo insieme a Mastella e Rotondi? Va benissimo. Lo facciamo con Berlusconi che punta all’area moderata? Magnifico. Lo facciamo da soli? Va benissimo". Ancora più categorico il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa: "L’Udc non è assolutamente interessata alla nascita di un Partito delle Libertà. L’argomento riguarda Berlusconi, la signora Brambilla e i dirigenti di Forza Italia. Sempre ammesso che la cosa sia vera. I partiti sono una cosa seria. E non si possono basare sul marketing politico".

Forza Italia discute "Sì, mi piacciono le sfide. Quando diventerà un partito, sono pronto a entrare, se Berlusconi sarà d’accordo" afferma il vicepresidente della Commissione Europea ed esponente di Forza Italia Franco Frattini, mentre Renato Schifani, capogruppo del partito al Senato afferma che Forza Italia resta insostituibile", non cambierà nome e dunque "a settembre non cambierà nulla", mentre i circoli potranno essere solo "complementari e funzionali a Forza Italia".

La Lega punta i piedi Anche dalla Lega arriva uno stop, tanto che ieri il suo leader Umberto Bossi aveva tagliato corto: "Per la libertà c’è solo la Lega". Calderoli puntualizza la linea del Carroccio: "Spero che la posizione di Berlusconi sia quella della smentita alla Stampa. Questo nuovo contenitore del Pdl sembra fatto apposta per sostenere il referendum. Se veramente questo fosse il suo obiettivo - prosegue Calderoli - allora sorgerebbe un problema. Berlusconi s’era impegnato con Bossi garantendogli che si sarebbe battuto contro il referendum, lavorando anche alla modifica dell’attuale legge elettorale ma senza prevedere due cartelli elettorali. Speriamo di no. Ma se avesse cambiato idea viene meno l’intesa tra Lega e Forza Italia".

An per la centralità del programma Più articolata la posizione di An, che invoca la centralità del programma per la costruzione del partito unico di tutta la Cdl. Maurizio Gasparri si dice contrario alla nascita di un partitino in più e afferma: "Il progetto è di tutti e non può essere gestito solo da alcuni. Questo è chiarissimo. Le idee unitarie non possono essere gestite per creare divisioni o creare minifeudi. Non ne ha bisogno Berlusconi, non serve al centro destra. E il referendum aiuta molto questa prospettiva. Per questo va sostenuto con forza". Completamente d’accordo, invece, Gianfranco Rotondi, segretario della Dca, che dà il "benvenuto" a Michela Brambilla. E anche Alessandra Mussolini, che chiede di avere "coraggio" e di dare una scossa alla Cdl.

Logo e simbolo Partito della libertà La registrazione del nome e del logo del Partito della libertà è già stata avanzata da Michela Vittoria Brambilla in data 6 agosto 2007. Lo si evince dal sito dell’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno. La richiesta di registrazione del marchio comunitario ha valore in tutto il territorio europeo e quindi anche in Italia. Il sito, raggiungibile su Internet, dà innanzitutto informazioni sul «nome del marchio»: «Partito della liberta». Il numero del marchio è 006203012 e si tratta di un «marchio comunitario».

La data del deposito del marchio, si legge sempre su Internet, è il 6 agosto del 2007 e si tratta di un «marchio individuale» di «tipo figurativo». Sempre nella stessa schermata vengono elencati i prodotti e i servizi della cosiddetta «classificazione di Nizza» che servono ad individuare gli ambiti in cui il marchio è prodotto. Alla voce titolare figura «Brambilla Michela Vittoria» come «persona fisica», e compare anche un indirizzo per la corrispondenza: in via Torino a Milano. È anche indicato graficamente il simbolo: un logo rotondo con la scritta Partito delle libertà ed un arcobaleno con i colori della bandiera italiana.

Colori che vengono anche specificati nel paragrafo indicazione del colore: «Azzurro, rosso, verde, bianco». Sempre dallo stesso si evincono altre informazioni. La prima alla voce «rappresentante», in cui figura la dicitura Jacobacci e partners spa con sede in via Senato 8 Milano. C’è anche una voce priorità. In essa è indicato come paese l’Italia. Il marchio, secondo quanto si evince sempre dal sito, non ha validità solamente sul territorio italiano ma anche sull’intero territorio dell’Unione europea.